(ats) I costi dell'interpretariato nel linguaggio dei segni nel settore sanitario dovrebbero essere rimborsati. Lo chiede una mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, approvata oggi per 27 voti a 5 (5 astenuti) dalla Camera dei Cantoni. Il Nazionale deve ancora esprimersi sulla questione.

La necessità di fornire prestazioni di interpretariato nella lingua dei segni non è stata contestata da nessuno. L'accesso a questi servizi è un prerequisito essenziale per un'assistenza medica efficace e di qualità: non ci può essere esame o trattamento medico congruo senza un'adeguata comprensione, ha detto a nome della commissione Flavia Wasserfallen (PS/BE).

Le difficoltà comunicative portano infatti a cure insufficienti o eccessive e a costi inutili. In queste condizioni, è complicato, se non impossibile, per il personale medico adempiere al proprio dovere di informare i pazienti.

Nonostante ciò, il finanziamento di tali prestazioni non è garantito né nel settore ambulatoriale né in quello ospedaliero e non è regolato in modo uniforme. Una lacuna che i "senatori" si sono sentiti in dovere di colmare.

Il Consiglio federale era invece contrario alla mozione, in quanto i servizi di interpretariato non costituiscono di per sé prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi e la figura dell'interprete non rientra fra i fornitori di prestazioni che esercitano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Il governo avrebbe dunque preferito un'attuazione uniforme da parte dei partner tariffali, e non una modifica di legge, per disciplinare la rimunerazione dei costi dell'interpretariato.