Dal 2 aprile, quando il presidente Usa Donald Trump ha emanato il relativo decreto esecutivo, molte esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti sono soggette, fino a nuovo ordine, a dazi supplementari forfettari del 10% e a dazi del 25% sui prodotti in acciaio e alluminio, nonché sulle automobili e sui componenti automobilistici.
Gli Usa hanno inoltre previsto dazi supplementari del 21%, attualmente sospesi fino al 9 luglio, ha detto presidente della CPE-N Laurent Wehrli (PLR/VD) alla stampa di Palazzo federale. Questo lasso di tempo deve essere sfruttato per trovare delle proposte da sottoporre all'amministrazione americana, ha proseguito il vodese.
I risultati che sfoceranno dal mandato negoziale - che la commissione ha deciso di appoggiare con 17 voti a 8, come riferito dal vodese - non dovranno nuocere agli impegni internazionali della Svizzera, ad esempio nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO), degli accordi bilaterali in vigore con l'Unione europea (UE) e degli accordi di libero scambio, ha sottolineato Wehrli.