L'attuale moratoria sull'ingegneria genetica scade alla fine del 2025. In un primo tempo, la commissione competente aveva chiesto di prorogare il divieto di soli due anni, fino al 2027. A fine gennaio il Consiglio federale aveva però proposto di prolungare la moratoria fino alla fine del decennio allo scopo di lasciare il tempo sufficiente per discutere il disegno di una nuova legge in preparazione.
Il Parlamento ha deciso di prorogare la moratoria fino al 2030 per evitare un vuoto giuridico dal momento che i lavori riguardanti la nuova legge non sono sufficientemente avanzati. Sussiste insomma il rischio che le Camere non siano in grado di elaborare e adottare il progetto per una nuova legge se la proroga è limitata a due anni, come inizialmente previsto.
Questa flessibilità consentirà inoltre di redigere la nuova legge tenendo conto dei futuri sviluppi all'interno dell'Unione Europea, ha spiegato il consigliere federale Albert Rösti. Una proposta della Commissione europea sulle piante derivate da nuove tecnologie di riproduzione è attualmente in fase di negoziazione. Secondo Rösti è difficile stimare quando questo processo sarà completato.
No a Ogm, solo per scopi di ricerca
In base alla moratoria non possono essere rilasciate autorizzazioni per la messa in commercio, per fini agricoli, orticoli o forestali, di piante e parti di piante geneticamente modificate, di sementi geneticamente modificate e di altro materiale vegetale di moltiplicazione geneticamente modificato, nonché di animali geneticamente modificati. In Svizzera tali Ogm possono essere autorizzati solo a scopi di ricerca.
Viste le garanzie fornite dal Consiglio federale di portare a termine al più presto i lavori relativi al mandato conferitogli nel 2021, gli Stati ha giudicato opportuno prorogare la moratoria di cinque anni, fino al 2030. Il plenum ha tuttavia rilevato che l'elaborazione della legge speciale non deve più subire ritardi e che non si deve andare oltre a quanto previsto dalla moratoria.
Il consigliere federale Albert Rösti ha sostenuto che un progetto di legge potrebbe venir discusso a inizio 2026 ed entrare in vigore nel 2027.
Una minoranza (PLR e Centro) ha sostenuto che una differenziazione dei vari metodi di selezione avrebbe permesso di evitare un ritardo nell'introduzione di organismi generati con nuovi metodi. Ha chiesto - senza successo - che la moratoria fosse estesa fino al 2030 per i metodi di selezione che utilizzano organismi transgenici (NGT2) e solo fino al 2027 per le tecnologie che non introducono materiale genetico transgenico (NGT1). Per questa minoranza, l'agricoltura potrebbe trarre beneficio dalle nuove tecnologie contribuendo così a ridurre l'uso di pesticidi. Ma per la maggioranza, il sostegno dei consumatori è essenziale. c'è bisogno di tempo per spiegare la differenza tra i due metodi.