Il testo del "senatore" sangallese chiede che in futuro le superfici forestali disboscate non dovranno più essere necessariamente riforestate in un altro luogo. A suo avviso, la compensazione per il disboscamento deve essere qualitativa e che almeno la metà di essa consista in misure di valorizzazione della superficie forestale esistente.
Secondo Würth, questo allentamento è giustificato dal fatto che la foresta non è più minacciata in termini di superficie. I terreni agricoli dovrebbero invece essere preservati.
L'obiettivo è quello di ottenere una ponderazione ragionevole delle superfici, tenendo conto della scarsità di aree per la rotazione delle colture, ha dichiarato il consigliere federale Albert Rösti, che si è detto d'accordo con la mozione. A suo avviso, la compensazione qualitativa ha senso, soprattutto per quanto riguarda il cambiamento climatico e la biodiversità.
In aula, la sinistra e il PVL non hanno sostenuto la mozione. "La foresta è sotto pressione nell'Altopiano e nell'Arco giurassiano", ha dichiarato Gabriela Suter (PS/AG), secondo la quale la legge federale sulle foreste prevede già un margine sufficiente per derogare alla compensazione quantitativa.
Anche la Società forestale svizzera, che rappresenta 800 professionisti del settore, è del parere che i principi fondamentali della conservazione delle foreste debbano essere mantenuti, ha aggiunto invano la socialista. Al voto la maggioranza ha seguito il parere del Consiglio degli Stati e del Consiglio federale.