(ats) Occorre una maggiore flessibilità in materia di rimboschimento compensativo. Il Consiglio nazionale ha approvato  - con 113 voti contro 75 e 1 astenuto - una mozione del "senatore" Benedikt Würth (Centro/SG) in tal senso. L'atto parlamentare - già adottato dagli Stati - è ora trasmesso al Consiglio federale per la sua attuazione.

Il testo del "senatore" sangallese chiede che in futuro le superfici forestali disboscate non dovranno più essere necessariamente riforestate in un altro luogo. A suo avviso, la compensazione per il disboscamento deve essere qualitativa e che almeno la metà di essa consista in misure di valorizzazione della superficie forestale esistente.

Secondo Würth, questo allentamento è giustificato dal fatto che la foresta non è più minacciata in termini di superficie. I terreni agricoli dovrebbero invece essere preservati.

L'obiettivo è quello di ottenere una ponderazione ragionevole delle superfici, tenendo conto della scarsità di aree per la rotazione delle colture, ha dichiarato il consigliere federale Albert Rösti, che si è detto d'accordo con la mozione. A suo avviso, la compensazione qualitativa ha senso, soprattutto per quanto riguarda il cambiamento climatico e la biodiversità.

In aula, la sinistra e il PVL non hanno sostenuto la mozione. "La foresta è sotto pressione nell'Altopiano e nell'Arco giurassiano", ha dichiarato Gabriela Suter (PS/AG), secondo la quale la legge federale sulle foreste prevede già un margine sufficiente per derogare alla compensazione quantitativa.

Anche la Società forestale svizzera, che rappresenta 800 professionisti del settore, è del parere che i principi fondamentali della conservazione delle foreste debbano essere mantenuti, ha aggiunto invano la socialista. Al voto la maggioranza ha seguito il parere del Consiglio degli Stati e del Consiglio federale.