La Camera dei cantoni era chiamata ad esprimersi su sei mozioni, dal contenuto simile, sostenute da quasi l'intero arco politico presente in Parlamento (tranne l'UDC) e già approvate dal Consiglio nazionale, che volevano una legge a livello nazionale.
Alla fine, i "senatori" hanno invece preferito una versione modificata degli atti parlamentari, con la richiesta di redigere un rapporto contenente le misure da adottare. Il dossier torna quindi alla Camera del popolo.
Esprimendosi a nome della commissione, la "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR) ha sottolineato come sia "essenziale che tutti gli attori coinvolti, sia pubblici che privati, adempiano al loro dovere di proteggere i bambini e i giovani e attuino misure efficaci per prevenire gli abusi". Ma la richiesta della Camera del popolo va oltre le competenze della Confederazione, in quanto i Cantoni sono responsabili di queste questioni, ha aggiunto.
Agire con urgenza
Stando agli autori delle mozioni, fra cui Greta Gysin (Verdi/TI), casi recenti mostrano che oggigiorno in alcune organizzazioni l'integrità sessuale e psichica non è garantita. Oltre alle scioccanti notizie sulla violenza a sfondo sessuale, fisica e psichica perpetrata su bambini e giovani nella Chiesa cattolica come mostra un rapporto sulla questione, altre rivelazioni riportano di violenze consumate in associazioni sportive, per esempio nel settore dello sport di competizione o in quello della formazione nelle scuole di balletto.
Per contrastare questo fenomeno, le mozioni domandano al Governo di introdurre piani di protezione efficaci e vincolanti a livello nazionale, che permettano di rendere le istituzioni che propongono attività per bambini e giovani adulti luoghi sicuri e di ridurre al minimo il rischio che questi siano vittime di abusi.
Ma mancano basi costituzionali
Anche il Consiglio federale, per bocca di Elisabeth Baume-Schneider, è disposto ad approfondire la questione nell'ambito di un rapporto. È "essenziale" che tutte le parti interessate adempiano al loro dovere di proteggere i bambini e i giovani e attuino misure efficaci per prevenire e combattere gli abusi.
Tuttavia, secondo il Governo, i Cantoni sono responsabili dei settori dell'educazione e dei rapporti con le istituzioni religiose. Insomma, mancano le basi costituzionali per ottemperare alle richieste delle mozioni. Lavori in tal senso sono in corso sotto la direzione della Confederazione.
È stato, in particolare, istituito un gruppo di sostegno che riunisce numerosi rappresentanti delle autorità, compresi i servizi di prevenzione e gli attori coinvolti, ha sottolineato Chassot. Alla fine, il plenum ha seguito Governo e Consiglio degli Stati e proposto di richiedere un rapporto con un piano di misure sulla situazione.