(ats) L'inizio della decorrenza di un termine - per esempio di una disdetta, o per decisioni di autorità e sentenze giudiziarie - contenuto in un invio postale recapitato di sabato, o nel fine settimana, dovrebbe scattare al primo giorno feriale seguente, ovvero il lunedì. Lo ha stabilito oggi senza opposizioni il Consiglio nazionale.

La Camera del popolo ha così adottato il disegno sulla legge federale sulla notificazione della posta nei fine settimana e nei giorni festivi, che contiene questo principio. Il relativo messaggio del Consiglio federale risale allo scorso febbraio ed è stato confezionato in adempimento a una mozione approvata dal Parlamento nel 2022, che si propone di evitare svantaggi giuridici per il destinatario di una notifica.

"Questa legge serve perché non abbiamo flessibilità", ha dichiarato in aula il relatore commissionale Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). Il motivo di un simile cambiamento è dovuto all'introduzione da parte della Posta del metodo d'invio 'Posta A-Plus', ha ricordato il vallesano. In questo caso, gli invii sono consegnati in modo tracciabile anche di sabato senza che il destinatario debba confermarne la ricezione.

Tutto ciò può però comportare svantaggi nel caso di invii che fanno scattare l'inizio della decorrenza di un termine il giorno successivo alla notificazione, nel caso concreto la domenica, ha evidenziato il consigliere federale Beat Jans. Se infatti il destinatario ritira la comunicazione solo il lunedì poiché assente durante il fine settimana, il termine ha già iniziato a decorrere. Il diretto interessato ha quindi meno tempo per reagire.

Per di più non sa se la comunicazione è stata recapitata il lunedì o già il sabato, dato che il momento della notificazione non è visibile sull'invio. Ciò potrebbe indurlo a credere che la fine del termine sia più in là nel tempo: corre quindi il rischio di non osservare la scadenza e di subire in tal modo un pregiudizio giuridico.

In consultazione, ha rammentato Jans, il progetto ha ottenuto un ampio sostegno. Sostegno che si è concretizzato con il voto odierno (184 favorevoli, zero contrari, un astenuto) al Nazionale. L'oggetto passa ora al Consiglio degli Stati.