(ats) La fornitura di prestazioni di sicurezza private non vanno disciplinate a livello nazionale (ora è a livello cantonale). È quanto pensa il Consiglio degli Stati che, contro il parere del Governo, ha respinto per 24 voti a 21 una mozione del Nazionale. Il dossier è liquidato.

Sia il Consiglio federale che la maggioranza della commissione, anche se per 6 voti a 5, chiedevano di approvare la mozione. A loro avviso, la sicurezza è un settore sensibile e una soluzione federale garantirebbe una maggiore trasparenza e una migliore qualità dei servizi nonché l’applicazione di standard minimi.

Stando a diversi oratori, con la normativa attuale le imprese di sicurezza private possono offrire i loro servizi in tutta la Svizzera secondo il diritto del loro Cantone di sede, col rischio che lo standard sia dettato dalle autorità cantonali con il livello di disciplinamento più basso (e i salari più bassi è stato sottolineato in aula).

Argomentazioni che non hanno convinto una parte del plenum, secondo cui una regolamentazione nazionale porterà a una concentrazione di grandi fornitori, ad aumenti dei prezzi e a un incremento della burocrazia. Invece di una regolamentazione nazionale, i Cantoni dovrebbero invece trovare soluzioni semplici e pragmatiche, come hanno fatto quelli romandi con un concordato.