(ats) Affrontando le modifiche alla Legge sul riciclaggio, il Consiglio nazionale ha deciso oggi di seguire le proposte degli Stati e di escludere dal dovere di diligenza le transazioni di case e appartamenti di un valore inferiore ai 5 milioni di franchi. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

La settimana scorsa, i due consigli si erano già messi d'accordo per istituire un registro federale degli aventi economicamente diritto. In futuro, le società e altre persone giuridiche saranno quindi tenute a iscrivere in un registro - tempo necessario stimato: 20 minuti - i rispettivi aventi economicamente diritto (registro per la trasparenza). Il registro consentirà alle autorità penali di identificare in modo più rapido ed efficace chi si celi realmente dietro a una struttura giuridica.

In questo modo si vuole evitare che le persone giuridiche in Svizzera vengano utilizzate per il riciclaggio di denaro o la dissimulazione di averi. Il registro, che non sarà accessibile al pubblico, sarà tenuto dal Dipartimento federale di giustizia e polizia allo scopo di sfruttare l'infrastruttura e le competenze disponibili presso le autorità del registro di commercio.

I consulenti - come gli avvocati e i notai - saranno anch'essi sottoposti a nuovi obblighi di diligenza per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La normativa concerne in particolare quelle persone che aiutano nella creazione e organizzazione di società.

Oggi, affrontando le ultime divergenze che ancora opponevano le due Camere, il Nazionale ha stabilito di escludere dal campo di applicazione la vendita di fondi o di enti giuridici sotto i cinque milioni di franchi. La sinistra avrebbe voluto invece ridurre tale limite a tre milioni, come deciso dallo stesso Nazionale in prima lettura.

Il settore immobiliare è particolarmente vulnerabile al rischio di riciclaggio di denaro, ha sostenuto Christian Dandrès (PS/GE). A livello mondiale, circa un terzo dei beni confiscati proviene proprio da questo ambito, e non vi è motivo di ritenere che la Svizzera faccia eccezione. Per questo, ha insistito Dandrès, non si può accettare che una parte così rilevante delle transazioni resti esclusa dai controlli, lasciando aperta una pericolosa falla nel sistema.

Ma, per la maggioranza del plenum, un valore di tre milioni non farebbe che estendere eccessivamente il numero di oggetti da considerare per i consulenti. "È necessario focalizzare la lotta al riciclaggio solo sulle operazioni che presentano un reale rischio", ha sostenuto Nadine Gobet (PLR/FR).

La legge prevede altri meccanismi di controllo, ha aggiunto Simone Gianini (PLR/TI) a nome della commissione. L'esenzione dalle verifiche approfondite riguarda inoltre soltanto le compravendite immobiliari pagate esclusivamente tramite banche o intermediari finanziari, ma questi sono già soggetti per legge all'obbligo di effettuare controlli, ha spiegato il ticinese convincendo il plenum.