(ats) Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 114 voti 79 contro 2 - l'Accordo sul cambiamento climatico, il commercio e la sostenibilità (ACCTS) che la Svizzera ha per ora firmato, lo scorso 15 novembre, con Costa Rica, Islanda e Nuova Zelanda. Si tratta di un nuovo tipo di intesa commerciale, che persegue principalmente obiettivi di politica ambientale.

L'intesa multilaterale fa capo a strumenti di politica commerciale per sostenere la transizione verso economie sostenibili, a basse emissioni e resilienti al cambiamento climatico. L'ACCTS (acronimo dall'inglese Agreement on Climate Change, Trade and Sustainability) è il primo accordo internazionale a fornire una definizione chiara di sussidi dannosi per le energie fossili.

Le sovvenzioni per carbone, petrolio e gas esistenti e autorizzate possono essere mantenute ma non ampliate. In questo ambito l'intesa ha come base l'obiettivo di emissioni nette di gas a effetto serra pari a zero entro il 2050, ha spiegato il relatore della commissione Jon Pult (PS/GR).

Le parti contraenti all'intesa si impegnano anche ad eliminare i dazi su un totale di 360 cosiddetti "beni ambientali", ossia tecnologie nei settori della protezione della natura, delle energie rinnovabili, dell'economia circolare e dell'efficienza energetica.

Un terzo aspetto dell'ACCTS sono linee guida non vincolanti per sostenere l'etichettatura ecologica volontaria di beni e servizi, al fine di evitare un ambientalismo di facciata, il cosiddetto greenwashing. L'accordo si basa sul diritto commerciale internazionale esistente dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e apporta ulteriori sviluppi, assumendo un valore pionieristico.

"Il Consiglio federale ha assicurato che la ratifica non pregiudicherà i negoziati doganali in corso con gli Stati Uniti", ha dichiarato Pult. L'approvazione dell'accordo non necessita inoltre alcuna modifica legislativa in Svizzera, ha aggiunto il grigionese.

Durante il dibattito di entrata in materia, una minoranza UDC ha chiesto di rinunciare all'accordo poiché questo non apporterebbe alla Svizzera vantaggi concreti e potrebbe persino limitarne il margine di manovra. A suo avviso, inoltre, visto l'attuale contesto di politica commerciale non è opportuno abolire unilateralmente i dazi sull'importazione nei confronti di tutti i Paesi dell'OMC.

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.