Per consentire il diritto di voto dei non vedenti o ipovedenti, è previsto che la Confederazione metta a disposizione dei Cantoni schede di voto che potranno essere compilate mediante apposite mascherine. Le autorità cantonali dovranno adottare misure per attuare la normativa federale, ma disporranno di un margine di manovra e non dovranno adeguare tutte le modalità di voto.
Per quanto riguarda i ricorsi sulle elezioni e votazioni federali, i Governi cantonali rimarranno in linea di massima la prima giurisdizione. Se però le irregolarità hanno ripercussioni in più Cantoni o sono state causate da un'autorità federale, i ricorsi potranno essere presentati direttamente al Tribunale federale.
Per quanto riguarda i comitati d'iniziativa, i membri dovranno indicare semplicemente il loro domicilio e l'anno di nascita, e non più l'indirizzo. Le informazioni sugli autori di un'iniziativa popolare continueranno a figurare sulle liste delle firme e saranno pubblicate nel Foglio federale.
Da notare che il messaggio governativo prevedeva anche la possibilità, per lo stesso Consiglio federale, di differire o annullare una votazione popolare già indetta, se vi è il rischio che vi sia "un grave turbamento dell'espressione del voto, dello spoglio o della formazione della volontà degli aventi diritto di voto".
Tale articolo di legge è però stato stralciato oggi dal Nazionale all'unanimità. "È troppo generico e lascia margini interpretativi eccessivi", ha sostenuto Giorgio Fonio (Centro/TI). Limiterebbe inutilmente la capacità d'azione del Consiglio federale e rischierebbe di creare più problemi che soluzioni, ha aggiunto la relatrice commissionale Céline Weber (PVL/VD). "La pandemia - ha proseguito - ha infatti dimostrato che, grazie al diritto d'urgenza, il Consiglio federale dispone già oggi della possibilità di annullare o rinviare una votazione in caso di crisi".
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.