(ats) In futuro, le vedove e i vedovi dovrebbero ricevere una rendita solo fino al compimento del 25esimo anno del figlio più giovane. Lo prevede una modifica della legge sull'AVS, sulla quale il Consiglio nazionale è entrato oggi in materia. Respinte invece le proposte di rinviare il dossier al Consiglio federale.

Tra le novità del disegno di legge presentato un anno fa dal Consiglio federale figura anche la soppressione delle rendite di vedovanza per chi non ha figli. Verrà tuttavia introdotta una rendita transitoria di due anni per le persone rimaste vedove i cui figli hanno già più di 25 anni.

È prevista anche la copertura mediante prestazioni complementari per le vedove e i vedovi di almeno 58 anni al momento della morte del coniuge o dell'ex coniuge e senza più figli a carico, se la morte comporta una situazione di precarietà.

Per chi percepisce già una rendita vedovile al momento dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni e ha più di 55 anni, non cambia nulla. Tuttavia, la rendita verrà cancellata entro due anni dall'entrata in vigore per le persone di età inferiore ai 55 anni, tranne se hanno ancora figli a carico (disposizione transitoria).

Durante il dibattito di entrata in materia, il Centro e la sinistra hanno tentato di far rinviare il dossier al governo, che sarebbe stato incaricato di rivedere il progetto per tutelare le rendite in corso, escludere gli over 50 dall'applicazione immediata e garantire criteri uniformi indipendenti da sesso e stato civile, con particolare attenzione al rischio di povertà degli anziani senza figli.

"No" anche a una seconda proposta di rinvio che chiedeva di garantire le rendite attuali, di escludere dalla riforma coloro che all'entrata in vigore hanno più di 30 anni e di rendere le rendite indipendenti dal sesso e dallo stato civile.

Le discussioni proseguono con l'esame articolo per articolo della nuova legge.