(ats) Ci si dirige verso un secco "no" all'iniziativa popolare "sull'alimentazione". Anche il controprogetto proposto dalla sinistra e dai Verdi liberali dovrebbe venir bocciato. È quando emerge dalle prime discussioni tenutesi stamane al Consiglio nazionale.

L'iniziativa, il cui nome per esteso è "Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)", chiede un riorientamento in favore della sicurezza alimentare e di una quantità sufficiente di acqua potabile. Il testo prevede anche di aumentare il tasso di autonomia alimentare netto della Confederazione, che dovrebbe passare dall'attuale 46% ad almeno il 70%.

Illustrando le ragioni per le quali la commissione preparatoria si è espressa senza voti contrari contro l'iniziativa, il suo relatore Olivier Feller (PLR/VD) ha sostenuto come il tasso di autonomia alimentare attuale rifletta ciò che le caratteristiche geo-topografiche del nostro Paese consentono. L'obiettivo del 70% è invece totalmente scollegato dalla realtà del territorio. "È irrealistico perché solo il 25% del territorio svizzero è coltivabile e solo il 40% di quest'ultimo è costituito da terre arabili", ha sostenuto il vodese. "Come si può raggiungere un tasso di autoapprovvigionamento netto del 70% con tali peculiarità geo-topografiche?", si è chiesto.

Feller ha poi ricordato che ai tempi del piano Wahlen, attuato durante la Seconda Guerra Mondiale, il tasso di autoapprovvigionamento netto raggiungeva circa il 60%, quindi meno del 70% chiesto dall'iniziativa. "E ciò con una popolazione che negli anni '40 era poco più di 4 milioni, con il razionamento alimentare e con la trasformazione di campi sportivi e parchi pubblici in terreni dedicati alla coltivazione di patate e ortaggi", ha fatto notare.

Nei loro interventi, i parlamentari dello schieramento rosso-verde hanno dichiarato di sostenere gli obiettivi indicati nell'iniziativa, in particolare per quanto riguarda la qualità delle acque, la fertilità dei suoli e la tutela della biodiversità, obiettivi che sono stati integrati nel controprogetto.

"Per poter lavorare in buone condizioni e garantire un'alimentazione sana alla popolazione del nostro Paese, i contadini hanno bisogno di acqua non inquinata, di suoli fertili e di una biodiversità protetta", ha sostenuto. "Questo nuovo articolo costituzionale - ha aggiunto Emmanuel Amoos (PS/VD) - offrirebbe inoltre un quadro chiaro per lo sviluppo della politica agricola.

La Costituzione federale stabilisce già in modo completo gli obiettivi per un'agricoltura sostenibile e per la protezione dell'ambiente, ha replicato Markus Ritter (Centro/AG). Pertanto, "una disposizione costituzionale aggiuntiva non è necessaria". Per il sangallese, che presiede l'Unione svizzera dei contadini, "questa iniziativa estrema non dovrebbe ricevere ulteriore attenzione tramite una controproposta del Parlamento".

I dibattiti sono stati interrotti poco prima di mezzogiorno per lasciare spazio all'elezione del presidente della Confederazione per il 2026. Riprenderanno mercoledì della settimana prossima.