La strategia "zero alcol" dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) non sembra essere oggetto di un esame critico da parte delle autorità federali, secondo il "senatore" sangallese. Tuttavia, nel mondo scientifico non c'è consenso su alcune affermazioni dell'OMS, come quella secondo cui una qualsiasi quantità di alcol rappresenti un rischio per la salute.
L'Università di Navarra, in Spagna, sta conducendo uno studio che potrà essere considerato un punto di riferimento per quanto riguarda le conseguenze dell'alcol sulla salute, ha aggiunto. Lo studio dovrebbe durare ancora tre anni. Secondo la mozione di Würth, vale quindi la pena aspettare prima di emanare nuove direttive federali. Altri studi recenti mostrano infatti risultati a dir poco contraddittori.
La sinistra ha tentato invano di rinviare la mozione in commissione per un esame approfondito, criticandola come un modo per temporeggiare di fronte a direttive necessarie in materia di salute pubblica.
Il consumo di alcol gode ancora di un'immagine positiva nella nostra società. Molti di noi in questa sala bevono regolarmente alcolici in contesti sociali, ma non dobbiamo nasconderci l'impatto che ciò ha sulla salute, ha affermato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU).
Dal canto suo, il Consiglio federale non vede alcun motivo per ritenere che la strategia globale volta a ridurre il consumo nocivo di alcol sia fondata su una base scientifica insufficiente, ha affermato la "ministra" della sanità, Elisabeth Baume-Schneider. L'OMS non persegue una strategia di tolleranza zero, ma raccomanda misure di prevenzione e di riduzione dei rischi, ha precisato.
Le misure e i consigli dell'OMS non hanno alcun legame diretto con le raccomandazioni della commissione extraparlamentare peritale indipendente che redige rapporti e pareri su tutte le questioni concernenti le dipendenze e i fattori di rischio per le malattie non trasmissibili. La pubblicazione delle nuove raccomandazioni è prevista nei prossimi mesi, ha aggiunto la consigliera federale socialista.