(ats) Il Consiglio nazionale ha approvato oggi nuove misure per sgravare e sostenere i Cantoni nell'esecuzione degli allontanamenti dei richiedenti asilo che hanno commesso reati. Tali richieste sono contenute in tre mozioni che il Consiglio degli Stati aveva adottato in giugno.

Il Consiglio nazionale ha approvato oggi nuove misure per sgravare e sostenere i Cantoni nell'esecuzione degli allontanamenti dei richiedenti asilo che hanno commesso reati. Tali richieste sono contenute in tre mozioni che il Consiglio degli Stati aveva adottato in giugno.

Le prime due mozioni - approvate entrambe con 135 voti contro 60 - sono state depositate dalle "senatrici" Tiana Angelina Moser (PVL/ZH) e Petra Gössi (PLR/SZ). La zurighese vorrebbe limitare, a livello di legge, il potere discrezionale dei giudici affinché sia dato maggior peso alla sicurezza pubblica. La svittese chiede invece di istituire una task force nazionale per la sicurezza nel settore dell'asilo e degli stranieri.

L'obiettivo centrale è duplice, ha spiegato Giorgio Fonio (Centro/TI) a nome della commissione: "da un lato garantire un'esecuzione più uniforme e efficace della carcerazione amministrativa e dell'allontanamento per chi, pur essendo obbligato a lasciare la Svizzera o lo spazio Schengen, continua a delinquere; dall'altro precisare il margine di apprezzamento dei giudici e dei cantoni nel disporre queste misure rafforzando così l'intero sistema e riducendo gli abusi".

La prassi attuale, ha sostenuto Fonio, presenta lacune, in particolare in presenza di criminali plurirecidivi nel settore dell'asilo: "le misure coercitive esistono ma spesso non sono applicate in modo coerente e tempestivo a causa sia della complessità procedurale, sia per una certa esitazione nel valutarne la proporzionalità". La mozione non mette in discussione il diritto d'asilo, ha affermato il ticinese, ma permette "di trattare con rigore e secondo i principi di giustizia e proporzionalità chi abusa del nostro sistema e mina la sicurezza pubblica".

Con 135 voti contro 58 e una astensione, la Camera del popolo ha anche adottato una seconda mozione di Moser, che chiede al governo di elaborare una strategia per gestire i richiedenti asilo minorenni criminali. Per farlo si dovranno coinvolgere tutti gli attori rilevanti ai tre livelli statali (APMA, magistratura dei minorenni, autorità migratorie, autorità di polizia). L'obiettivo è garantire un'attuazione uniforme delle misure e una gestione integrata dei rimpatri.

Il Consiglio federale è favorevole alla mozione, del resto è già attiva una task force nazionale che, nell'ambito di un progetto pilota, ha l'obiettivo di migliorare la sicurezza riguardo ai criminali recidivi nel settore dell'asilo e degli stranieri, ha affermato il consigliere federale Beat Jans nel suo intervento.

Inutile l'opposizione di Nina Schläfli (PS/TG), secondo cui le basi legali attuali sono sufficienti per affrontare il problema. Céline Widmer (PS/ZH) ha da parte sua denunciato il leitmotiv dell'UDC che chiede sempre restrizioni nel settore dell'asilo anche in assenza di un aumento della criminalità. Per la zurighese i veri problemi sono altrove, in particolare nella crescita della violenza domestica.

I tre atti parlamentari sono ora trasmessi al governo con l'incarico di attuarli.