Fra l'altro, stando alla mozione i bonus non dovrebbero più essere versati in assenza di risultati positivi dell'attività, una misura già sostenuta dal Parlamento.
Nella versione originale della mozione, il "senatore" Jakob Stark (UDC/TG) proponeva di limitare le retribuzioni dei quadri superiori delle grandi banche in una forchetta compresa tra i 3 e i 5 milioni di franchi all'anno, bonus compresi. Il testo era stato presentato nel contesto dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS e dei dibattiti sulla regolamentazione bancaria.
La retribuzione di quasi 15 milioni di franchi percepita nel 2024 dal Ceo di UBS Sergio Ermotti aveva suscitato molte critiche, tanto che la mozione Stark era stata approvata una prima volta dalla camera dei Cantoni lo scorso marzo con 21 voti a 19, contro il parere della commissione competente e del Consiglio federale.
Oggi in aula, nonostante il parere ancora negativo della commissione preparatoria, il plenum ha approvato l'atto parlamentare nelle versione meno rigida del Nazionale. Per i sostenitori della mozione, un "no" suggerirebbe erroneamente che non vi sia motivo di agire. Il testo dovrebbe tuttavia essere modificato in modo da corrispondere ai postulati della Commissione parlamentare d'inchiesta sul tracollo di Credit Suisse, già approvati dal Parlamento.
Al voto, la maggioranza dei "senatori" ha quindi seguito questa argomentazione: la mozione, senza tetti massimi interesserebbe solo le banche di importanza sistemica. La legge dovrebbe semplicemente garantire che le retribuzioni non creino falsi incentivi. In particolare, i bonus non devono essere versati in assenza di risultati commerciali positivi.