Prima di dare la parola ai singoli "senatori", il presidente della camera, Stefan Engler (Centro/GR), ha invitato i colleghi ad essere stringati: sono infatti circa una sessantina i provvedimenti sui quali bisognerà discutere e, fra proposte di minoranza dei gruppi e singole, ben una novantina le votazioni che attendono il plenum.
Prima del voto sull'entrata in materia, a nome della commissione, Jakob Stark (UDC/TG) si è appellato alla coscienza finanziaria del Consiglio degli Stati: a suo avviso è importante alleggerire sensibilmente il bilancio federale nei prossimi anni. Se ciò non avverrà, saranno necessari ulteriori tagli consistenti alle spese non vincolate, ossia quei settori in cui i fondi non sono prescritti per legge, ad esempio l'istruzione, gli aiuti allo sviluppo e l'agricoltura.
Per Peter Hegglin (Centro/ZG) è necessario compensare le spese aggiuntive per la 13a rendita AVS e l'esercito. Diversi oratori "borghesi", come Esther Freidli (UDC/SG), hanno criticato gli attacchi provenienti da sinistra allo strumento del freno all'indebitamento sancito dalla Costituzione.
Per Baptiste Hurni (PS/NE), il pacchetto di sgravi è invece inutile. Esso si baserebbe su ipotesi apocalittiche e previsioni troppo pessimistiche. "Non c'è alcuna visione se non quella a breve termine del risparmio", ha sottolineato. Il rapporto debito/PIL della Svizzera è nettamente migliore in un confronto internazionale.