Nel dettaglio, il progetto prevede di riconoscere anche in Svizzera i principi attivi, fitoprotettori e sinergizzanti già approvati nell'UE. Prevista anche l'omologazione con procedura semplificata dei prodotti fitosanitari già ammessi negli Stati UE confinanti con la Svizzera, in Olanda e in Belgio. In caso di situazioni di emergenza ci sarà ripresa automatica delle omologazioni. La durata massima della procedura di omologazione semplificata è inoltre fissata a dodici mesi dalla presentazione della domanda.
La riforma dovrebbe garantire che il settore agricolo svizzero non sia svantaggiato rispetto a quello dei Paesi limitrofi per quanto riguarda la disponibilità di prodotti fitosanitari. Attualmente gli agricoltori svizzeri dispongono di pochi prodotti fitosanitari moderni, a causa di divieti e ritiri, e l'autorizzazione di nuovi prodotti è molto limitata, spiega Philipp Matthias Bregy (Centro/VS) nella sua iniziativa parlamentare all'origine del disegno di legge.
La prassi attuale, secondo il vallesano, riduce la protezione delle colture, aumenta i prezzi e limita l'offerta per i consumatori. La scarsità di prodotti innovativi ostacola l'autosufficienza alimentare nazionale e crea difficoltà per gli agricoltori, costretti a compensare eventuali perdite con importazioni.
Nel suo intervento la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider si è opposta alla modifica legislativa, definendola inutile. Il governo ha infatti già adottato una revisione d'ordinanza che prevede l'omologazione con procedura semplificata dei prodotti fitosanitari già autorizzati in un Paese limitrofo.