(ats) I prodotti fitosanitari già autorizzati in un Paese confinante, in Olanda e in Belgio, dovrebbero in futuro essere disponibili più rapidamente anche in Svizzera. Dopo aver approvato ieri l'entrata in materia, oggi il Consiglio nazionale ha ribadito tale principio durante l'esame di dettaglio della relativa legge, adottata con 121 voti contro 73 e 2 astenuti.

Contro il progetto si sono schierati il PS, i Verdi e i Verdi liberali. La proposta indebolisce il principio di precauzione e crea rischi significativi per la salute pubblica, per l'ambiente e per la sovranità del Paese, hanno sostenuto.

La maggioranza ha invece sottolineato la situazione di crisi in cui vive l'agricoltura svizzera. Durante le discussioni sono state evidenziate le procedure di autorizzazione definite inaccettabilmente lunghe: le pratiche pendenti sarebbero oltre 600. Il disegno di legge, è stato ribadito, rafforza la capacità produttiva del settore, consentendo di sostituire i vecchi pesticidi con nuovi prodotti fitosanitari.

Il progetto legislativo si basa su un'iniziativa parlamentare di Philipp Matthias Bregy (Centro/VS), che ne ha evidenziato l'importanza per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. La prassi attuale, secondo il vallesano, riduce la protezione delle colture, aumenta i prezzi e limita l'offerta per i consumatori.

"Pur condividendo l'obiettivo della riforma, il governo respinge la proposta", ha dichiarato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Le disposizioni previste sono in gran parte già state attuate con la revisione totale dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari, entrata in vigore a inizio mese. Secondo la maggioranza, tuttavia, tale adeguamento non è sufficiente.

La legge passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.