La Svizzera deve affrontare un massiccio afflusso di piccoli pacchi provenienti dall'Asia, di cui 500'000 dalla sola Cina, spesso inviati a tariffe preferenziali e senza un'adeguata verifica della conformità, ha fatto notare Regazzi. A ciò si aggiunge un gran numero di spedizioni non dichiarate o dichiarate in modo scorretto, che sfuggono a tutti i controlli e si rivelano spesso contraffatte.
La mozione chiede al Consiglio federale di presentare una soluzione per finanziare le verifiche aggiuntive prevedendo una piccola imposta per questo tipo di invii.
Il governo era contrario, e ha ricordato che diverse revisioni legislative in corso tengono già conto di questa problematica. L'esecutivo sta inoltre valutando l'adozione di elementi chiave delle normative europee, tra cui il diritto doganale previsto dall'UE sui pacchi ordinati online e provenienti da Paesi terzi.