Secondo l'autore della mozione, da anni l'esercito lamenta un carenza di effettivi. Questo calo è dovuto al fatto che già oggi le forze armate perdono ogni anno oltre 11'000 militari, che abbandonano il servizio prima di aver adempiuto il loro obbligo di prestare servizio militare. Tali lacune, secondo il democentrista solettese, possono essere colmate almeno parzialmente consentendo agli ex militari motivati di continuare a sfruttare volontariamente le competenze acquisite.
In aula, la mozione non è stata contestata. La "senatrice" Franziska Roth (PS/SO) ha tuttavia fatto notare che il sì "non dovrebbe essere un lasciapassare per una Landwehr". Il ministro della difesa Martin Pfister le ha assicurato che i volontari saranno impiegati solo dove vi sia effettivamente bisogno, in particolare nelle funzioni specialistiche.
Il Consiglio federale è già al lavoro per l'attuazione della mozione, ha aggiunto Pfister. A causa delle restrizioni e delle direttive vigenti, un potenziale possibile per l'esercito svizzero e quindi per la sicurezza della Svizzera rimane inutilizzato, secondo il Governo. Inoltre, con l'introduzione di forze volontarie, l'esercito di milizia sarà maggiormente integrato e radicato nella società.