(ats) Occorre meglio controllare le persone estremiste violente e la Confederazione dovrebbe disporre di più mezzi per difendersi dalle ingerenze straniere. È quanto chiede il Consiglio degli Stati, che ha approvato oggi a larghissima maggioranza tre mozioni durante una sessione straordinaria denominata "Servizio di intelligence".

I primi due atti parlamentari, di Josef Dittli (PLR/UR) e Marianne Binder-Keller (Centro/AG), fanno riferimento ai violenti disordini avvenuti a Berna lo scorso 11 ottobre. I reati commessi in quell'occasione - tra cui incendi dolosi, lesioni gravi fino a tentati omicidi - testimoniano un chiaro inasprimento dell'estremismo violento, evidenzia l'urano nel suo atto parlamentare.

Il problema, hanno sottolineato Dittli e Binder-Keller, è che la legge federale sulle attività informative (LAIn) attualmente in vigore esclude esplicitamente le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione (come la sorveglianza telefonica) per l'estremismo violento. Oggi simili misure sono ammissibili solo per casi di terrorismo, proliferazione di armi nucleari o minaccia a infrastrutture critiche.

Da qui la domanda di modificare la LAIn in modo da considerare anche l'estremismo violento. Il Consiglio federale chiedeva invece di bocciare la mozione perché le richieste, come spiegato dal ministro responsabile Martin Pfister, sono già contemplate nella revisione della LAIn licenziata dall'esecutivo lo scorso 28 gennaio.

La terza mozione, di Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), chiede un rafforzamento della capacità della Confederazione di difendersi dalle ingerenze straniere. La richiesta, secondo la lucernese, si giustifica con l'attuale crisi geopolitica, che è accompagnata da un'intensificazione delle attività di influenza, manipolazione delle informazioni e guerra cognitiva.

Anche in questo caso Pfister ha chiesto di respingere l'atto parlamentare, spiegando che la Confederazione è già al lavoro sul tema: lo scorso novembre il Consiglio federale ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale (GLID) incaricato di coordinare i lavori dell'Amministrazione federale sull'argomento. Prima di agire occorrerebbe quindi attenderne i risultati.

Le tre mozioni passano ora all'esame del Consiglio nazionale.