Il congedo paternità pagato dovrà essere preso nei 6 mesi successivi alla nascita del figlio, in un'unica volta o sotto forma di riduzione del grado di occupazione, anche con singoli giorni. Il tutto verrebbe finanziato per il tramite delle IPG. Tale soluzione è stata approvata con 15 voti contro 9 e una astensione, ha affermato la presidente della CSEC-N Christine Bulliard-Marbach (PPD/FR) davanti ai media accreditati a Palazzo federale.
L'iniziativa popolare (18.052), promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da 140 altre organizzazioni, chiede invece di introdurre un congedo di quattro settimane. Con questa proposta di modifica costituzionale si vuole anche obbligare la Confederazione a istituire un'assicurazione per la paternità finanziata mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG) come avviene per il congedo maternità, con un prelievo dello 0,06% sui salari.
Al pari del governo e della commissione degli Stati, la CSEC-N è dell'avviso che un congedo di quattro settimane sarebbe troppo costoso per l'economia. Uno stop di due settimane sarebbe invece sopportabile.
«Bisogna essere realisti e accettare questo compromesso tipicamente svizzero», ha detto Christine Bulliard-Marbach aggiungendo di essere personalmente «molto contenta» della soluzione trovata.
La friburghese ha anche detto che la commissione ha esaminato la variante che prevede un congedo parentale e un aumento delle deduzioni per la custodia dei figli. La CSEC-N l'ha però bocciata con 18 voti contro 4 e una astensione.
La CSSS-S può ora preparare un progetto dettagliato che dovrebbe essere pronto nel prossimo gennaio. Il dossier dovrebbe poi approdare alla Camera dei cantoni nella sessione autunnale del prossimo anno e al Nazionale in quella invernale.