Durante il suo primo colloquio con la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-CS), il consigliere federale Ueli Maurer, nuovo capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha illustrato le sue priorità nella direzione del dipartimento e dell’esercito. Della massima importanza, agli occhi della CPS-CS, è l’elaborazione di un nuovo rapporto sulla politica di sicurezza alla cui prima stesura si sta lavorando in seno al DDPS e che dovrebbe essere approvato dal Consiglio federale probabilmente prima della fine dell’anno. La Commissione ha altresì chiesto al DDPS un rapporto che elenchi le lacune evidenziate nell’esercito e nel dipartimento (e alle quali la precedente direzione aveva in parte già tentato di ovviare introducendo misure di vasta portata) e ne studi l’eliminazione sotto il profilo qualitativo e quantitativo nonché in termini di tempo. A media scadenza la Commissione auspica l’istituzionalizzazione di un rapporto di questo genere (per esempio nell’ambito del controlling politico, come disposto dall’articolo 149b della legge militare).
Per quanto riguarda l’eliminazione delle divergenze sulla modifica della legislazione militare (08.027 CN, oggetto 1), su alcuni punti la CPS-CS è venuta incontro al Consiglio nazionale, in particolare sulla regolamentazione dell’impiego per missioni di promovimento della pace (articolo 66b: autorizzazione preventiva per impieghi superiori a tre mesi). Con 9 voti contro 2, la Commissione ha invece espresso l’intenzione di attenersi alla decisione del Consiglio degli Stati, secondo la quale i corsi di ripetizione obbligatori possono essere effettuati del tutto o in parte all’estero se l’obiettivo della formazione non può essere raggiunto in Svizzera (articolo 41 capoverso 3). Nel prendere la decisione, la Commissione era consapevole del fatto che questa disposizione sarà raramente applicata, ma ritiene che sia indispensabile per determinate truppe (per esempio le truppe blindate) perché in Svizzera non esistono terreni di esercitazione di dimensioni adeguate. All’unanimità la Commissione ha mantenuto anche la decisione del suo Consiglio per cui, nel caso di impieghi problematici all’estero, il Consiglio federale deve precedentemente consultare i presidenti delle CPS e delle CPE (e non le rispettive commissioni, come deciso dal Consiglio nazionale o la DelCG, come proposto dal Consiglio federale). Dopo la deliberazione del Consiglio degli Stati l’oggetto sarà nuovamente trattato dalla Camera prioritaria per l’eliminazione delle ultime divergenze. La Commissione ha inoltre respinto una mozione del Consiglio nazionale volta ad evitare altri impieghi prolungati dell’esercito (05.3833 Mo. Bugnon André: Sgravare l'esercito di milizia da impieghi sussidiari duraturi); la CPS-CS considera, in effetti, che questa problematica è già stata trattata a più riprese - non da ultimo nell’ambito della revisione della legislazione militare - e respinta da entrambe le Camere.
Nell’ambito di una procedura di corapporto, la CPS-CS ha chiesto alla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-CS) di entrare in materia sul progetto di revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI II, 07.057 ) e di chiarire nell’ambito della deliberazione per articoli i punti più aspramente contestati anche nel dibattito pubblico, anziché rinviare l’oggetto al Consiglio federale. La modifica della legge deve consentire alla Confederazione di impiegare mezzi straordinari di raccolta delle informazioni per poter reagire al mutamento degli schemi di minaccia, particolarmente in materia di terrorismo. Dal canto suo, durante la sessione d’inverno il Consiglio nazionale aveva optato per la non entrata in materia.
La CPS-CS ha altresì discusso in maniera esauriente la questione delle armi d'ordinanza; la maggioranza della commissione è giunta alla conclusione che, in sostanza, si deve mantenere la consegna delle armi ai militari ma che esistono sicuramente opportunità di miglioramento, per esempio nel senso di una estensione delle possibilità di deposito delle armi personali. Dopo la decisione del Parlamento nel 2007 di mantenere la custodia delle armi d’ordinanza a domicilio da un lato ma di impedire quella delle munizioni da tasca, la Commissione, anche in seguito al tragico decesso di una giovane donna di 16 anni a Höngg, il 23 novembre 2007, aveva rinunciato in un primo tempo a proseguire la discussione di questo problema, tanto più che il capo del DDPS aveva annunciato che un gruppo di lavoro interdipartimentale avrebbe presentato entro la fine del 2008 un rapporto in merito. Dal 20 novembre 2008 tale rapporto è disponibile ed è servito da base alle discussioni della Commissione. Il rapporto analizza dettagliatamente la questione delle armi d’ordinanza e ne illustra gli aspetti militari, giuridici, politici e sociologici. In pratica la CPS-CS doveva decidere soltanto su una petizione (07.2021 . Custodia delle armi d’ordinanza nell’arsenale. Per una limitazione dell’acquisto di armi), alla quale ha deciso di non dare seguito con 9 voti contro due.
In seguito alla trattazione del rapporto del Consiglio federale del 10 settembre 2008 sulla politica di controllo degli armamenti e di disarmo della Svizzera (08.065 CS), la CPS-CS ha preso atto di un rapporto complementare del DFAE che descrive le attività pertinenti della Svizzera nei più diversi settori, civili e militari. La Commissione ritiene indispensabile un rapporto approfondito del Consiglio federale che fornisca una visione d’insieme della futura strategia di promovimento della pace (sul piano civile e militare) e al tempo stesso informi circa gli orientamenti della politica di controllo degli armamenti e di disarmo. Si deve altresì esaminare l’opportunità di riunire tutte queste misure in un unico credito quadro pluriennale. La Commissione ha quindi presentato un postulato in questo senso (09.3003 CS).
Con 9 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astensione, la CPS-CS ha infine proposto di non dare seguito a un’iniziativa parlamentare (05.400 CN) dell’ex-consigliere nazionale Pierre Kohler (PDC,JU) che chiede alle Camere federali di abrogare il più rapidamente possibile l’obbligo per i privati di realizzare rifugi o di pagare i corrispondenti contributi sostitutivi. La trattazione di questa iniziativa era stata sospesa dalla CPS-CS perchè si pensava che entro il primo trimestre 2009 il Consiglio federale avrebbe presentato un progetto di revisione della legge, come annunciato nel suo rapporto del 7 marzo 2008. Il rapporto illustra diverse varianti di futura manovra circa l’obbligo di costruire rifugi e il sistema di costruzioni di protezione e abbozza altre modalità prese in considerazione dal Consiglio federale (conservazione del valore del sistema esistente, nuove costruzioni soltanto per colmare le lacune come pure sgravi finanziari per i privati proprietari di una casa), tutte soluzioni a cui la Commissione era sostanzialmente favorevole. Il disegno di modifica di legge sarà presumibilmente licenziato dal Consiglio federale nell’anno in corso; la maggioranza della Commissione non vede quindi la necessità di un intervento del Parlamento.
In un colloquio con la vice presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), la consigliera di Stato di San Gallo Katrin Keller-Sutter, la Commissione è stata informata dello stato dei lavori della piattaforma CCDGP-DDPS. La Commissione ne approva l’attività e la ritiene capace di fornire soluzioni pragmatiche a problemi di sicurezza interna, soprattutto sotto il profilo della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni.
La Commissione si è riunita il 19 e 20 gennaio 2009 a Berna, sotto la presidenza del consigliere di Stato Hans Altherr (FDP, AR); a parte dei lavori hanno assistito la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, capo del DFAE e il consigliere federale Ueli Maurer, capo del DDPS.
Berna, 20 gennaio 2009 Servizi del Parlamento