La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) ha adottato, nel quadro della procedura di corapporto ampliata, tre corapporti relativi al pacchetto Svizzera-UE. Si è espressa, in particolare, contro l’assoggettamento del pacchetto al referendum obbligatorio. Ha inoltre deciso di entrare in materia sui decreti federali concernenti i crediti d’impegno nel settore della coesione.

Nel quadro dell’attribuzione parziale del decreto federale 1 relativo all’oggetto 26.023, la CPE-S trasmette diversi corapporti ampliati alle commissioni tematiche competenti. Durante la seduta del 21 e 22 maggio 2026, la Commissione ha concluso le deliberazioni di dettaglio in merito ai corapporti concernenti la questione del referendum, la legge sulla sorveglianza degli aiuti di Stato e la libera circolazione delle persone. La Commissione sottoporrà i corapporti ampliati alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) e alla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S).

Questione del referendum

La CPE-S ha discusso a lungo la questione dell’assoggettamento del pacchetto Svizzera-UE al referendum (facoltativo o obbligatorio) nonché tutte le implicazioni legate all’articolo 121a della Costituzione federale (Cost.). Nel corso del dibattito, la Commissione ha rifiutato, con 8 voti contro 5, di assoggettare il pacchetto Svizzera-UE al referendum obbligatorio. Ha inoltre respinto la proposta di introdurre una nuova disposizione transitoria nella Costituzione in deroga all’articolo 121a capoverso 4 Cost., che avrebbe permesso di siglare il protocollo di modifica sulla libera circolazione delle persone.

La maggioranza dei membri della Commissione giudica superflua una simile disposizione transitoria, ritenendo che il protocollo di modifica sulla libera circolazione delle persone non introduca alcun nuovo diritto di soggiorno contrario all’articolo 121a Cost. A suo avviso, il pacchetto Svizzera-UE è del tutto conforme alla Costituzione, motivo per cui non si rende necessaria una disposizione costituzionale derogatoria. Rileva inoltre che il meccanismo di controllo previsto dal medesimo articolo rimane pienamente valido. Inoltre, la maggioranza è del parere che il disegno di decreto federale del Consiglio federale non soddisfi i requisiti stabiliti dall’articolo 140 capoverso 1 Cost. per l’indizione di un referendum obbligatorio. In tale contesto, ritiene che la parte dei Bilaterali III relativa alla «stabilizzazione» debba essere sottoposta a referendum facoltativo.

Una minoranza è invece del parere che il progetto sia in aperta contraddizione con l’articolo 121a Cost. e che sia indispensabile una disposizione transitoria che escluda il pacchetto Svizzera-UE dal divieto di concludere trattati internazionali che impediscono alla Svizzera di regolare l’immigrazione in modo autonomo.

Per concludere il dibattito sulla questione del referendum, la Commissione ha votato e, con 8 voti contro 5, ha respinto anche l’iniziativa parlamentare depositata dalla CIP-S (26.425), che impone una modifica costituzionale ingiustificata.

Libera circolazione delle persone

La Commissione ha altresì esaminato le modifiche legislative riguardanti la libera circolazione delle persone e propone, in particolare, precisazioni riguardanti: la definizione e la verifica della qualità di lavoratore dei cittadini dei Paesi dell’UE; un esame approfondito nel caso in cui sia esercitato il diritto al soggiorno permanente e sussista il rischio di un’attività lucrativa marginale e accessoria; l’obbligo delle autorità competenti in materia di migrazione di esaminare la sussistenza del diritto al soggiorno in casi specifici nei quali indizi concreti lascino supporre che le condizioni di soggiorno previste nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone non siano più soddisfatte.

Sorveglianza degli aiuti di Stato

La CPE-S ha esaminato la legge federale sulla sorveglianza degli aiuti di Stato (allegato 1 del decreto federale 1) e propone di aderire in larga misura al disegno del Consiglio federale. È stata discussa in particolare la questione della forma organizzativa dell’autorità di sorveglianza. La CPE-S suggerisce la creazione di una Commissione degli aiuti di Stato, con una segreteria condivisa con la Commissione della concorrenza (COMCO). Si discosta quindi dalla proposta del Consiglio federale, che prevedeva di affidare il compito di autorità di sorveglianza ad una Camera preposta agli aiuti di Stato, creata in seno alla COMCO. La CPE-S propone inoltre di applicare un tetto massimo agli emolumenti riscossi per l’attività di consulenza, che sarà svolta dalla segreteria invece che dalla Commissione, in modo da rafforzare i diritti delle parti nelle procedure dinanzi all’autorità di sorveglianza.

Contributi per la coesione

Infine, la CPE-S ha avviato l’esame della legge sui contributi per la coesione (allegato 3 del decreto federale 1), nonché dei relativi crediti d’impegno. Con 9 voti contro 2 e 1 astensione, la Commissione ha approvato l’entrata in materia sui decreti federali 6 (contributo nel settore della coesione), 7 (contributo nel settore della migrazione) e 8 (impegno finanziario supplementare una tantum nel settore della coesione).

Nella seduta del 13 e 14 agosto 2026, la Commissione proseguirà le deliberazioni di dettaglio sulla parte relativa alla stabilizzazione e ai crediti d'impegno (decreti federali 6-8). La conclusione delle deliberazioni e la votazione finale sul decreto federale 1 avranno luogo nella seduta del 3 e 4 settembre 2026; l’oggetto sarà pertanto trattato in seno al Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale del 2026.

Attualità internazionale

La Commissione ha fatto il punto della situazione in Medio-Oriente, informandosi in particolare sugli sviluppi recenti riguardanti il controllo dello Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano. Ha inoltre discusso della situazione umanitaria nella regione e delle azioni militari condotte da Israele e dal Libano. Si è inoltre informata sull’abbordaggio illegale della flottiglia da parte di Israele e sui maltrattamenti inflitti alle persone arrestate, tra cui alcuni cittadini svizzeri. La CPE-S è infine stata ragguagliata sul Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e sulla posizione della Svizzera al riguardo.

Per quanto attiene alla politica economica estera, il dibattito si è incentrato sull’inasprimento della politica dell’UE in materia di importazioni di acciaio e sulle conseguenze per la Svizzera. La Commissione si è anche informata sull’avanzamento dei negoziati per un accordo commerciale tra la Svizzera e gli Stati Uniti.