Il 21 ottobre 2011 la CdG-N ha pubblicato il rapporto «Valutazione sulla sorveglianza e gli effetti delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone». In questo documento la Commissione chiedeva al Consiglio federale di attuare una strategia di gestione chiara (raccomandazione 1), lo invitava a sostenere maggiormente gli attori preposti all’attuazione delle misure collaterali e a dialogare e collaborare con loro (raccomandazione 2). Infine, con la raccomandazione 3 la Commissione chiedeva al Consiglio federale e alla SECO di fondare le loro comunicazioni e conclusioni su dati pertinenti, completi, affidabili e obiettivi. La CdG-N ha terminato la sua ispezione nel settembre 2012.
Nel giugno 2016 la Commissione ha ripreso la verifica dell’attuazione delle raccomandazioni formulate nel quadro dell’ispezione. Questo controllo era stato sospeso nel giugno 2015 a seguito delle incertezze legate all’attuazione dell’articolo 121a della Costituzione federale (Cost.). Nel settembre 2016 il Consiglio federale ha presentato un parere dettagliato sullo stato di attuazione delle raccomandazioni. Nel febbraio 2017, e quindi dopo che le Camere federali avevano raggiunto un consenso sull’attuazione dell’articolo 121a Cost., la CdG-N ha sentito alcuni rappresentanti della SECO, in particolare sulle misure del Consiglio federale dipendenti dall’attuazione dell’articolo costituzionale.
Il Consiglio federale ha adottato diversi provvedimenti per attuare le raccomandazioni, ad esempio riguardanti le sinergie tra l’esecuzione delle misure collaterali e il lavoro nero o la sorveglianza degli effetti di queste misure sulle condizioni salariali e di lavoro. Nel rapporto che pubblica in data odierna la Commissione conclude che, considerati i numerosi attori coinvolti come anche la vastità e la costante evoluzione in questo ambito, le misure collaterali costituiscono una sfida di rilievo e che, considerato questo contesto, i passi intrapresi dal Consiglio federale per attuare le raccomandazioni vanno nella giusta direzione. Gli sforzi intrapresi dall’Amministrazione per conseguire progressi e per ridurre le lacune o risolvere i problemi riscontrati durante l’ispezione sono evidenti. In linea di massima la Commissione approva quindi anche l’orientamento delle misure adottate dall’Amministrazione. In particolare prende atto con soddisfazione che la SECO, in un rapporto presentato nell’ottobre 2016, giunge a conclusioni simili a quelle evidenziate dal CPA nella sua precedente valutazione. Questo dimostra che la SECO ha riconosciuto autonomamente i problemi.
La CdG-N ritiene tuttavia che, come in precedenza, in alcuni ambiti vi siano margini di miglioramento. Si rammarica ad esempio del fatto che la creazione di una banca dati nazionale in materia di esecuzione sia ritenuta irrealizzabile o non opportuna.
Inoltre la Commissione ricorda nuovamente che diverse misure adottate dal Consiglio federale sono state sospese, per lo meno temporaneamente, a seguito dell’adozione dell’articolo 121a Cost. Allo stadio attuale gli effetti di tali misure non possono pertanto essere valutati.
La Commissione si aspetta che il Consiglio federale cerchi di eliminare i punti deboli rimasti nel sistema delle misure collaterali. Nel complesso non ravvisa però alcun bisogno d’intervento che giustificherebbe il proseguimento della verifica, che conclude quindi con il rapporto pubblicato in data odierna.
Presieduta dal consigliere nazionale Alfred Heer (UDC, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 5 settembre 2017.