La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) presenta, in un rapporto pubblicato in data odierna, i risultati della sua indagine concernente le misure adottate alla frontiera dall’Amministrazione federale delle dogane nel quadro della gestione della pandemia di coronavirus. La Commissione constata che inizialmente mancava una base legale sufficiente per le multe inflitte in caso di infrazione del divieto del turismo degli acquisti. Raccomanda pertanto al Consiglio federale di chiarire il campo di applicazione della legge sulle dogane. Suggerisce inoltre che vengano apportati ulteriori miglioramenti di ordine generale per quel che riguarda la verifica della legalità, il coordinamento e la comunicazione interna ed esterna. L’indagine fa parte dell’ispezione sulla gestione della crisi di coronavirus da parte delle autorità federali svizzere, decisa dalle CdG il 26 maggio 2020.

Per far fronte alla pandemia di coronavirus, nella primavera del 2020 il Consiglio federale ha adottato varie misure intese a ridurre il numero di passaggi alle frontiere. Le misure sono state attuate dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD) in collaborazione con le autorità di sicurezza cantonali. In questo contesto sono state inflitte multe fondandosi su basi giuridiche differenti.

Nel suo rapporto, pubblicato in data odierna, la CdG-S esamina il coinvolgimento dell’AFD nel processo decisionale e le modalità con cui sono state attuate le misure. Nel documento ci si concentra soprattutto sul divieto del turismo degli acquisti e sulle multe inflitte in questo ambito. Avvalendosi delle proprie competenze, la Commissione ha esaminato la legalità, l’opportunità e l’efficacia delle misure adottate e ha formulato cinque raccomandazioni all’indirizzo del Consiglio federale. Tiene nondimeno a sottolineare che si tratta di una valutazione fatta a posteriori di decisioni che l’Amministrazione federale ha dovuto prendere in un lasso di tempo estremamente breve e sulla base di informazioni incerte. La CdG-S ritiene che non sussista alcun problema di fondo nemmeno per quanto riguarda il comportamento del personale doganale: considerato l’elevato volume dei passaggi e dei relativi controlli alle frontiere, il numero di incidenti che hanno dato luogo a critiche è da considerarsi relativamente basso. Alla luce di questo elemento e del numero relativamente ridotto di reclami, la Commissione ritiene che le autorità doganali e il loro personale abbiano fatto nel complesso un buon lavoro.

Basi legali inizialmente insufficienti per vietare il turismo degli acquisti

A partire dal 23 marzo 2020, a causa dell’aumento inaspettato del traffico nonostante le restrizioni imposte, l’AFD ha sanzionato il turismo degli acquisti infliggendo multe sulla base della legge sulle dogane. Solo dal 17 aprile 2020 queste multe disciplinari sono state esplicitamente iscritte nell’ordinanza COVID‑19.

La CdG-S constata che in seno all’Amministrazione federale i pareri riguardo alla legalità delle multe fondate sulla legge sulle dogane che sono state inflitte fino al 17 aprile 2020 sono discordanti. Da un profilo giuridico, la CdG-S considera positivo il fatto che il divieto del turismo degli acquisti sia stato finalmente sancito in modo esplicito nell’ordinanza COVID‑19. Tuttavia, senza voler anticipare eventuali decisioni giudiziarie, la CdG-S rileva che fino al 17 aprile 2020 non sussisteva una base legale esplicita e quindi, a suo avviso, sufficiente. La Commissione raccomanda al Consiglio federale di fare in modo che in futuro, per le decisioni che implicano un’ingerenza sostanziale nei diritti fondamentali, si ricorra in una fase precoce alle competenze giuridiche dell’Ufficio federale di giustizia. Raccomanda inoltre di chiarire il campo di applicazione dell’articolo di portata generale della legge sulle dogane di cui ci si è avvalsi per giustificare le multe inflitte all’inizio della pandemia.

Miglioramento del coordinamento e della collaborazione

La CdG-S osserva che il coordinamento tra varie unità amministrative era insufficiente e che l’AFD, in qualità di organo d’esecuzione competente, avrebbe dovuto occuparsi più rapidamente di coordinare i lavori con i propri partner. Per quanto riguarda la collaborazione con i Cantoni di frontiera, la Commissione raccomanda di trarre un bilancio delle misure adottate alla frontiera e dello scambio d’informazioni. Infine, nel pianificare la gestione di pandemie occorrerà tener conto delle esperienze pratiche fatte alla frontiera svizzera.

Secondo la CdG-S, le misure di accompagnamento prese dall’AFD si sono dimostrate efficaci. Tuttavia, il gran numero di respingimenti alla frontiera effettuati all’inizio della crisi denota una comunicazione esterna insufficiente. Data la sua importanza, la decisione dell’AFD riguardante il turismo degli acquisti avrebbe dovuto essere comunicata in modo più esplicito. Secondo la Commissione, anche il flusso di informazioni tra le unità amministrative coinvolte era insufficiente. Raccomanda pertanto di migliorare la comunicazione interna ed esterna relativa alle decisioni e alle misure che hanno significative conseguenze sulla popolazione.

La Commissione ha chiesto al Consiglio federale di esprimere un parere entro il 24 settembre 2021 riguardo alle sue constatazioni e alle sue raccomandazioni.

Trasformazione dell’AFD

La Sottocommissione DFF/DEFR ha inoltre informato la CdG-S dei lavori concernenti la trasformazione dell’AFD in Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), che sono ancora in corso e vengono svolti indipendentemente dal rapporto pubblicato oggi.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Maya Graf (Verdi, BL), la CdG-S si è riunita a Berna il 22 giugno 2021.