La Commissione sostiene all’unanimità e senza modifiche l’impiego dell’esercito (25.095). Approva la decisione di sostenere i Cantoni interessati e ritiene che in tal modo la Svizzera si assuma le proprie responsabilità e mostri solidarietà nei confronti della Francia.
Nel corso della trattazione dell’affare, la Commissione è stata informata su questioni di principio relative alle misure di sicurezza previste in occasione del vertice del G7 a Évian. Queste riguardano, tra l’altro, gli aspetti della cooperazione con le autorità francesi, i costi dell’impiego, la protezione delle persone da proteggere in virtù del diritto internazionale e della popolazione residente nonché la gestione di eventuali manifestazioni in città svizzere. In quel contesto la Commissione ha preso atto che l’esercito non svolge servizio d’ordine e che ciò è compito esclusivo della polizia. L’esercito sostiene però le polizie cantonali, in particolare assumendo compiti nei settori della protezione di oggetti, della sorveglianza, dell’esplorazione, del trasporto e della logistica.
L’affare verrà trattato contemporaneamente in entrambe le Camere nell’ambito di una procedura speciale durante la sessione primaverile. Anche la CPS del Consiglio degli Stati raccomanda all’unanimità alla propria Camera di accogliere l’affare senza adeguamenti. Secondo l’articolo 70 capoverso 2 della legge militare, l’Assemblea federale deve approvare l’impiego se la chiamata in servizio concerne più di 2000 militari o l’impiego dura più di tre settimane.
Accordi in materia di sicurezza e difesa
Con 15 voti contro 9 la CPS-N propone alla propria Camera di attenersi alla versione originale della mozione 25.3529. Il Consiglio federale dovrebbe essere incaricato di condurre colloqui con l’Unione europea in merito all’avvio di negoziati riguardanti un accordo di partenariato in materia di sicurezza e difesa (Security and Defence Partnerships, SDP). Alla luce dei risultati che scaturiranno da tali colloqui esplorativi, il Consiglio federale dovrà elaborare un pertinente mandato negoziale e presentarlo alle Commissioni della politica di sicurezza e della politica estera. Il Consiglio degli Stati si è espresso a favore di una modifica della mozione e vuole incaricare il Consiglio federale di condurre tali colloqui non soltanto con l’UE, bensì anche con la NATO. La maggioranza della CPS-N sottolinea che già dal 1996 esiste una cooperazione con la NATO nell’ambito del Partenariato per la pace (PfP) e che gli obiettivi e i contenuti di tale cooperazione sono definiti in un accordo giuridicamente non vincolante con la NATO, il cosiddetto Individually Tailored Partnership Programme (ITPP). Per contro, la NATO non offre un partenariato paragonabile all’SDP dell’UE. Per detti motivi, la maggioranza si esprime contro la versione del Consiglio degli Stati. La minoranza della Commissione è contraria, per ragioni di neutralità, a un avvicinamento alla NATO e all’UE nel settore della sicurezza e della difesa. Chiede pertanto di respingere la mozione.
Sicurezza dello spazio aereo: aggiornamento dello scenario di rischio
La Commissione è stata informata sullo stato di avanzamento del progetto Air 2030. Alla luce delle attuali sfide riguardanti l’acquisto dell’aereo da combattimento F-35A, con 13 voti contro 9 e 3 astensioni la Commissione, mediante un postulato (26.3021), intende incaricare il Consiglio federale di presentare uno scenario di rischio aggiornato per il periodo 2028–2030 e di verificare, in particolare, la possibilità di mantenere in servizio a tempo determinato gli F-5 Tiger fino alla fine del 2030 a titolo di copertura dei rischi. Chiede inoltre di valutare un ulteriore prolungamento della durata di utilizzazione della flotta di F/A-18 oltre il 2030.
Una minoranza della Commissione ritiene che il postulato non apporti alcun valore aggiunto all’attuale dibattito sulle sfide nel contesto della sicurezza dello spazio aereo. Soprattutto la questione del mantenimento in servizio della flotta di F-5 Tiger è già stata affrontata in modo esaustivo nel contesto del messaggio sull’esercito 2025, con il quale la messa fuori servizio di questo tipo di aereo è stata decisa dal Parlamento.
Misure contro l’estremismo violento
La CPS-N rileva necessità d’agire nell’ambito della lotta all’estremismo violento: considera inaccettabili gli episodi di violenza in occasione di manifestazioni e le azioni violente contro le forze dell’ordine e valuta misure volte a colmare lacune normative, in particolare per quanto riguarda gli assembramenti violenti, i reati commessi in modo collettivo in una folla nonché le situazioni in cui, a causa della dissimulazione del viso e della dinamica del momento, i colpevoli rimangono di fatto impuniti oppure il perseguimento penale è notevolmente ostacolato. In tale contesto, la CPS-N ha sentito la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali e altre cerchie interessate (Conferenza svizzera dei Ministeri pubblici, Associazione svizzera dei magistrati, Federazione Svizzera degli Avvocati e Istituzione svizzera per i diritti umani). La Commissione continuerà le deliberazioni in occasione di una prossima seduta.
La Commissione ha inoltre chiesto di essere informata sulla situazione attuale in Vicino Oriente, sugli sviluppi della guerra in Ucraina e sulla situazione attuale per quanto riguarda la sicurezza interna della Svizzera, nonché sulla Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026, attualmente in fase di consultazione. Infine, la Commissione è stata informata sullo stato di avanzamento dei progetti principali del DDPS, in particolare del progetto RLE@NDP.
Presieduta dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 23 e il 24 febbraio 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del DDPS.