La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) propone all’unanimità di approvare lo scambio di note tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) concernente lo sviluppo dell’acquis di Schengen. Lo scopo è di aumentare il contributo svizzero al Fondo, entro il 2027, di presumibilmente circa 23 milioni di franchi per un totale di circa 323 milioni di franchi.

La Commissione si esprime a favore di un aumento della partecipazione finanziaria della Svizzera allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti (Fondo BMVI) (26.048). Questo strumento mira a sostenere gli Stati Schengen che devono affrontare costi elevati per proteggere le frontiere esterne di Schengen, in particolare quelli con frontiere terrestri o marittime molto estese oppure con importanti aeroporti internazionali sul proprio territorio. Secondo la Commissione il potenziamento delle capacità e una migliore cooperazione, segnatamente con l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, sono di fondamentale importanza per la sicurezza della Svizzera. Per questo motivo ritiene che un aumento della partecipazione del nostro Paese al Fondo BMVI sia opportuno e necessario, oltre a rappresentare un segnale di solidarietà. Dato che l’Unione europea ha incrementato la dotazione del Fondo di un miliardo di euro, il contributo della Svizzera aumenterà presumibilmente di circa 23 milioni di franchi. La Svizzera partecipa al Fondo BMVI dal 1° agosto 2024 e, in cambio, riceve risorse supplementari per finanziare misure proprie.

L’oggetto sarà presumibilmente trattato al Consiglio degli Stati nel corso della sessione autunnale.

Rafforzare i controlli alle frontiere

La CPS-S ritiene necessario intervenire per contrastare la criminalità transfrontaliera e la migrazione irregolare e chiede un rafforzamento dei controlli ai confini nazionali. In quest’ottica, già nell’aprile 2026 la Commissione aveva approvato le mozioni 24.3947 e 24.3701, che chiedono di intensificare i controlli alle frontiere. Durante la sessione estiva 2026 il Consiglio degli Stati, in qualità di seconda Camera, ha accolto entrambe le mozioni, trasmettendole così al Consiglio federale.

La Commissione intende dapprima attendere e valutare l’efficacia delle misure che il Consiglio federale dovrà adottare per attuare tali mozioni. Ora, alla luce dei termini per la trattazione previsti dalla legge sul Parlamento (art. 116 in combinato disposto con l’art. 109 cpv. 2 LParl), la Commissione ha inoltre deciso, con 7 voti contro 0 e 3 astensioni, di dare seguito all’iniziativa 25.311 del Cantone di Argovia, che chiede parimenti di reintrodurre controlli più rigorosi alle frontiere. Pertanto, in una fase successiva, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) dovrà procedere all’esame preliminare di questa iniziativa cantonale.

Difendersi dalle ingerenze straniere

La Commissione è assai preoccupata per il costante aumento delle attività di spionaggio e dei tentativi da parte di attori stranieri di influenzare, attraverso la disinformazione, il dibattito pubblico e i processi democratici in Svizzera. Per questo motivo chiede di rafforzare le contromisure e di cambiare l’approccio adottato dalla Confederazione. Con 7 voti contro 0 e 3 astensioni, la Commissione propone pertanto di allinearsi al Consiglio nazionale e accogliere la mozione 25.4817 (Chappuis), che incarica il Consiglio federale di rafforzare in modo duraturo la capacità della Confederazione di individuare, analizzare e prevenire le ingerenze straniere. In particolare, chiede di rafforzare il coordinamento tra gli organi interessati a livello federale e cantonale. Il Consiglio degli Stati esaminerà presumibilmente l’oggetto nel corso della sessione autunnale. Una mozione dal contenuto analogo (25.4821, Gmür-Schönenberger) è già stata accolta dal Consiglio degli Stati durante la sessione primaverile.

Doppia cittadinanza e obbligo di prestare servizio militare

Con la mozione 26.3520 del Consiglio nazionale (CPS-N) il Consiglio federale è incaricato di adottare misure volte a evitare che cittadini svizzeri con doppia cittadinanza possano adempiere l’obbligo di prestare servizio militare in Svizzera grazie a servizi militari fittizi svolti all’estero. Per la CPS-S, il problema principale riguarda in particolare la situazione dei cittadini con doppia nazionalità svizzera e francese. Occorre garantire quanto prima che oltre 700 cittadini franco-svizzeri con doppia cittadinanza non possano più sottrarsi ogni anno all’obbligo di prestare servizio militare in Svizzera svolgendo un solo giorno di servizio in Francia, ponendo così fine a questa ingiustificata disparità di trattamento. La CPS-S rammenta che con la mozione 25.3037 (Poggia), già accolta dalle Camere, il Consiglio federale è stato incaricato di notificare al Governo francese che la partecipazione alla «Jounée défense et citoyenneté» (Giornata della difesa e della cittadinanza) da parte dei cittadini con doppia nazionalità svizzera e francese non sarà più considerata una prestazione sostitutiva dell’obbligo di servizio militare in Svizzera. Alla luce di quanto esposto la Commissione ha deciso, con 8 voti contro 4, di sospendere l’esame della mozione 26.3520 fino al giugno 2027. La Commissione intende infatti essere informata, entro tale termine, sui risultati dei negoziati con la Francia.

Finanziamento delle uscite per l’armamento

Durante la seduta la CPS-S è stata inoltre informata sul progetto 26.051 «Finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito mediante un aumento dell’imposta sul valore aggiunto», sulle linee guida per la difesa adottate dal Consiglio federale nel giugno 2026 nonché sulla pianificazione dell’armamento.

La Commissione procederà all’esame materiale del progetto 26.051 in occasione della seduta supplementare del 9 settembre 2026. A tal fine ha già conferito mandati di chiarimento all’Amministrazione.

Infine, la Commissione è stata informata sullo stato attuale dei progetti prioritari del DDPS.

Presieduta dal consigliere agli Stati Mathias Zopfi (GL, Verdi), la Commissione si è riunita a Berna il 20 agosto 2026. A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Martin Pfister, capo del DDPS, e Beat Jans, capo del DFGP.