Il 14 maggio 2024 l'UE ha adottato sei testi che costituiscono il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo. La riforma così avviata mira a frenare la migrazione illegale in Europa e a limitare la migrazione secondaria nello spazio Schengen grazie all'armonizzazione e all'ottimizzazione delle procedure d'asilo. Essa prevede inoltre una ripartizione più equa dei richiedenti l'asilo nonché altre misure di sostegno che dovrebbero contribuire ad alleggerire l'onere degli Stati Schengen sottoposti a una forte pressione migratoria (meccanismo di solidarietà). In quanto Stato associato a Schengen e Dublino, la Svizzera è interessata da questa riforma in vari ambiti e deve quindi modificare il proprio diritto interno, in particolare la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) e la legge sull'asilo (LAsi). Alcune disposizioni del Patto dell'UE devono essere obbligatoriamente recepite nel diritto svizzero. Il meccanismo di solidarietà introdotto dall'UE non è invece vincolante per la Svizzera. Il Consiglio federale propone il principio di una partecipazione della Svizzera su base volontaria.
La Commissione è entrata in materia sul progetto in occasione della seduta del 27 e 28 marzo 2025 (cfr. comunicato stampa). Nella deliberazione di dettaglio, ha sostenuto la maggior parte delle proposte del Consiglio federale. Sono state tuttavia adottate alcune modifiche, in particolare per quanto concerne la motivazione della decisione di detenzione, l'assistenza giudiziaria e l'obbligo delle autorità di informare i richiedenti l'asilo riguardo ai loro obblighi.
Per quanto concerne la partecipazione della Svizzera al meccanismo di solidarietà, la Commissione ha discusso in modo approfondito le possibili varianti. Ha infine adottato, con 13 voti contro 12, una soluzione di compromesso: la Svizzera potrà partecipare al meccanismo di solidarietà, ma solo se il sistema Dublino funzionerà correttamente per gli aspetti che la riguardano; in altre parole, è necessario che gli Stati rilevanti per la Svizzera dal punto di vista della migrazione, ad esempio l'Italia, adempiano gli obblighi che spettano loro in virtù del sistema Dublino. Alcune proposte di minoranza chiedono che la Svizzera non partecipi in alcun modo al meccanismo di solidarietà o che vi partecipi unicamente sul piano finanziario.
Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!»: inizio delle deliberazioni
Dopo aver assistito a una presentazione del messaggio concernente l'iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» (25.026) da parte del Consiglio federale, la Commissione ha sentito una rappresentanza del comitato promotore. L'iniziativa esige che la popolazione residente permanente in Svizzera non superi i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Con 13 voti contro 12 la Commissione ha deciso di sentire anche altre cerchie durante la prossima seduta, prima di avviare l'esame materiale dell'iniziativa.
Presieduta dalla consigliera nazionale Greta Gysin (G, TI), la Commissione si è riunita a Berna il 15 e il 16 maggio 2025.