Con la mozione Stark 25.4187 accolta dal Consiglio degli Stati si intende compiere un nuovo tentativo di introdurre un freno ai costi della regolamentazione. Secondo questa mozione, nel corso del processo legislativo, le leggi federali e i trattati internazionali che causano notevoli costi aggiuntivi per le PMI dovrebbero soddisfare maggiori requisiti, prevedendo ad esempio una maggioranza qualificata da raggiungere in entrambe le Camere. Con la sua iniziativa parlamentare, il consigliere nazionale Roger Golay chiede l’istituzione di una Commissione permanente d’esame della legislazione, che una volta all’anno presenti alla propria Camera proposte per ridurre le regolamentazioni burocratiche 25.479.
La Commissione ricorda che, appena tre anni fa, l’Assemblea federale si era espressa contro un progetto che, proprio come la mozione Stark, mirava a introdurre un freno alla regolamentazione, in particolare anche per ragioni di natura democratica. La Commissione respinge la mozione con 13 voti contro 12. Con 14 voti contro 9 e 2 astensioni, respinge anche l’iniziativa parlamentare Golay. Spetta alle singole commissioni tematiche seguire gli sviluppi nei rispettivi settori di competenza e procedere a eventuali adeguamenti legislativi, tra cui l’abrogazione di disposizioni superflue o dannose.
Una minoranza della Commissione ritiene che, nell’interesse di un’economia funzionante, occorra aumentare gli ostacoli alla creazione di nuove regolamentazioni. Chiede pertanto di accogliere la mozione Stark. Un’altra minoranza si pronuncia a favore dell’iniziativa parlamentare Golay.
Nessuna anticipazione della decisione sull’Iniziativa Bussola
Con la sua iniziativa parlamentare, il consigliere nazionale Lukas Reimann chiede una significativa estensione del referendum obbligatorio in materia di accordi internazionali (25.437). Le nuove disposizioni dovrebbero applicarsi retroattivamente anche agli Accordi bilaterali III attualmente in discussione in Parlamento. Il testo dell’iniziativa corrisponde quindi alla cosiddetta «Iniziativa Bussola», che dovrebbe essere sottoposta all’Assemblea federale il prossimo autunno. La Commissione intende approfondire la discussione quando sarà disponibile il messaggio del Consiglio federale sull’iniziativa popolare. La questione se gli Accordi bilaterali III debbano essere sottoposti a referendum obbligatorio dovrà essere chiarita nell’ambito dell’esame del progetto concreto. La Commissione respinge pertanto l’iniziativa parlamentare con 13 voti contro 12.
La minoranza della Commissione ritiene che la questione si ponga ora e si porrà anche in futuro. L’iniziativa costituirebbe il quadro per portare avanti la discussione.
Rapporto sull’applicazione del metodo Sainte-Laguë nelle elezioni del Consiglio nazionale
La CIP-N si sta occupando dell’attuazione dell’iniziativa parlamentare 24.422, secondo la quale nelle elezioni del Consiglio nazionale si dovrebbe applicare il metodo Sainte-Laguë per la ripartizione dei seggi. Per poter valutare meglio le conseguenze del cambiamento di sistema, la CIP-N ha commissionato uno studio in cui vengono elaborati modelli di calcolo relativi alle elezioni precedenti. Lo studio (disponibile soltanto in tedesco) è pubblicato sul sito web del Parlamento sotto il numero dell’intervento. La Commissione si occuperà dell’attuazione concreta nel corso delle prossime sedute.
Migliorare la sicurezza nei centri d’asilo e nei loro dintorni
La Commissione ha approfondito la questione della sicurezza nei centri federali d’asilo e nei loro dintorni. In questo contesto, con 15 voti contro 8 e 2 astensioni, ha presentato la mozione di commissione (26.3522) «Gestione efficiente dei richiedenti l’asilo problematici e applicazione coerente della legge sull’asilo». Essa chiede che, nell’ambito dei progetti pilota previsti, le aree di sicurezza interne nei centri federali ordinari possano essere create solo con il consenso dei Cantoni d’ubicazione e dei Comuni interessati. Inoltre, al Parlamento deve essere sottoposta una proposta di adeguamento della legislazione che introduca strumenti disciplinari e amministrativi chiari, nonché rafforzi l’esecuzione delle decisioni di allontanamento nei confronti degli autori di reati e dei recidivi. Infine, devono essere predisposti adeguati meccanismi di compensazione, in particolare per i Cantoni di frontiera.
Con 13 voti contro 10 et 2 astensioni, la Commissione ha inoltre accolto la mozione del consigliere agli Stati Chiesa 25.4577 «Proteggere meglio la popolazione. Misure efficaci contro i richiedenti l’asilo violenti e criminali». Questa mozione riguarda la sicurezza all’esterno dei centri. Essa chiede che, in caso di violazioni delle regole d’uscita dei centri federali d’asilo, di pericolo per la sicurezza pubblica all’esterno dei centri o di procedimenti penali avviati nei confronti dei richiedenti l’asilo, possa essere ordinato un coprifuoco o – se necessario – una detenzione fino a un massimo di dieci giorni.
Una minoranza chiede che le mozioni vengano respinte, poiché occorre attendere l’attuazione delle misure in materia di sicurezza avviate dalla Confederazione, dai Cantoni, dai Comuni e dalle città.
Matrimoni per procura: vietare in futuro il ricongiungimento familiare
In futuro non sarà più possibile il ricongiungimento familiare per i coniugi che si sono sposati in assenza di uno dei partner tramite un procuratore. La Commissione propone al proprio Consiglio di accogliere, con 14 voti contro 11, la relativa mozione della consigliera agli Stati Esther Friedli 25.4039 «Nessun ricongiungimento familiare in caso di matrimoni per procura». La mozione mira a rafforzare il diritto di ogni persona di decidere liberamente della propria vita. Il matrimonio deve poter essere contratto per libera volontà e in presenza di entrambi i partner. Se ciò non avviene, possono sorgere delle difficoltà.
Una minoranza chiede di respingere la mozione, poiché un tale divieto sarebbe sproporzionato dato il numero esiguo di casi e violerebbe il diritto fondamentale al rispetto della vita familiare.
Presieduta dalla consigliera nazionale Nina Schläfli (S, TG), la Commissione si è riunita a Berna il 23 e 24 aprile 2026.