Con 10 voti contro 2 e 1 astensione la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) propone di non entrare in materia sul disegno di proroga della legge federale sugli aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica (LAiSE, 25.094). Se nella sessione autunnale il Consiglio degli Stati segue la proposta della Commissione, la LAiSE cesserà di avere effetto il 31 dicembre di quest’anno e di conseguenza non saranno più messi a disposizione i corrispondenti aiuti finanziari. Il Consiglio federale aveva proposto di prorogare di cinque anni la durata di validità della legge.
La Commissione sottolinea che l’inadempienza di un’impresa elettrica di rilevanza sistemica avrebbe ripercussioni gravi e di ampia portata e che a queste imprese – e ai loro proprietari che, nella maggior parte dei casi, sono Cantoni o Comuni oppure imprese del settore elettrico controllate da un ente pubblico – incombe pertanto una grande responsabilità in termini di sicurezza dell’approvvigionamento. La Commissione riconosce che rispetto a quando la LAiSE è entrata in vigore nel 2022 le imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica si sono meglio preparate ad affrontare eventuali distorsioni del mercato, ma non è convinta che i proprietari abbiano intrapreso tutto il possibile per fronteggiare i casi in cui le imprese necessitino di sostegno a seguito di una crisi. La Commissione ritiene quindi che prorogare il meccanismo di salvataggio messo a disposizione dalla Confederazione lancerebbe un segnale controproducente e ribadisce che agli enti pubblici proprietari delle imprese non debba essere consentito sottrarsi alle loro responsabilità.
La Commissione ritiene peraltro che il diritto in materia di esecuzione e fallimento metta a disposizione strumenti sufficienti per garantire il mantenimento delle funzioni essenziali di un’impresa di rilevanza sistemica per l’energia elettrica anche nel contesto di un fallimento o di una procedura concordataria, in particolare per quanto concerne l’esercizio delle centrali e il commercio dell’elettricità.
Tariffe del servizio universale nell’approvvigionamento elettrico
Allineandosi alla decisione del Consiglio nazionale, la Commissione propone all’unanimità di approvare la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico volta a permettere ai gestori delle reti di distribuzione di computare le perdite derivanti dall'acquisto di elettricità nelle tariffe del servizio universale (25.482). La modifica prevede che nelle tariffe del servizio universale siano computati i costi netti causati dalla totalità delle operazioni economiche necessarie invece dei costi di acquisizione puri.
Le strategie di acquisizione e la documentazione degli acquisti e delle vendite saranno sottoposte al controllo della Commissione federale dell’energia elettrica.
Sviluppo edile nel quadro degli insediamenti protetti
Con 10 voti contro 2 la Commissione ha deciso di presentare una mozione intitolata «Riportare l’ISOS alla sua funzione originaria» (26.4049). La Commissione ritiene che alla luce della giurisprudenza attuale gli inventari federali come l’ISOS (Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale) abbiano effetti pratici che non corrispondono all'intenzione del legislatore. Attualmente vi sono molti casi in cui i progetti edili negli insediamenti protetti vengono autorizzati soltanto in presenza di un interesse nazionale preponderante. La mozione chiede una modifica legislativa affinché tale requisito si applichi soltanto ai casi in cui il committente del progetto è la Confederazione. Chiede inoltre di prevedere un coinvolgimento dei diretti interessati nell’allestimento dell’Inventario. Una minoranza respinge la mozione, ritenendo sufficienti gli sforzi intrapresi dal Consiglio federale per attenuare a livello di ordinanza i conflitti d’interesse tra l’ISOS e le esigenze dello sviluppo edile.
PFAS: priorità alle misure già adottate
La Commissione si è nuovamente occupata del tema delle PFAS. Al riguardo, appoggia quanto intrapreso nel frattempo dal Consiglio federale per attuare la mozione 25.3421, già trasmessa dalle Camere, e ritiene che le misure attualmente pianificate permettano di raggiungere gli obiettivi. La Commissione respinge di conseguenza gli altri interventi parlamentari pendenti su questo tema. A suo parere, i lavori in corso nell’Amministrazione tengono già conto delle richieste formulate in tali interventi e la trasmissione di questi ultimi non contribuirebbe ad accelerarne la realizzazione. La Commissione propone pertanto, senza controproposte, di respingere le mozioni 25.3866 e 25.3855; per quanto concerne gli altri interventi, propone, senza astensioni, di respingere le mozioni 25.3906 e 25.3902 con 10 voti contro 2, le mozioni 25.3746, 25.3868 e 25.3865 con 11 voti contro 2 e la mozione 25.3835 con 10 voti contro 3. Una minoranza, convinta che sia necessario intervenire in modo sistematico per garantire l’attuazione rapida di misure efficaci, propone invece di accogliere le mozioni 25.3746, 25.3902, 25.3868, 25.3865 e 25.3835.
Presieduta dal consigliere agli Stati Thierry Burkart (RL, AG), la Commissione si è riunita a Berna il 22 e 23 giugno 2026.