Con 12 voti contro 11 e 1 astensione la Commissione propone di accogliere la modifica della legge federale sugli aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica (25.094). Con 14 voti contro 7 e 3 astensioni si è espressa a favore della proroga di questa legge solo sino a fine 2029, anziché fine 2031 come proposto dal Consiglio federale. Con questa decisione vuole da un lato esprimere chiaramente che si aspetta che venga elaborata al più presto una normativa definitiva riguardante i gruppi industriali e, dall’altro, fare in modo che le imprese del settore dell’energia elettrica non debbano sostenere più a lungo del dovuto i costi di questo meccanismo di salvataggio.
La Commissione constata che negli scorsi anni le imprese interessate hanno adottato provvedimenti di ampia portata per poter ottenere liquidità sul mercato dei capitali; in caso di crisi dipenderebbero quindi in misura minore dal sostegno della Confederazione. Con 13 voti contro 8 e 4 astensioni la Commissione propone pertanto di ridurre l’importo del credito a disposizione da 10 a 5 miliardi di franchi. Anche questo contribuirà a diminuire i costi sostenuti dalle imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica e, in ultima analisi, dai consumatori.
Una minoranza della Commissione propone che i Cantoni, in qualità di proprietari delle imprese di rilevanza sistemica, si assumano maggiori responsabilità: da un lato accollandosi la metà dei costi sostenuti dalla Confederazione per la messa a disposizione di liquidità e, dall’altro, istituendo un proprio dispositivo di salvataggio delle imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica di loro proprietà. Questa proposta è stata respinta con 12 voti contro 12, 1 astensione e il voto decisivo del presidente. Già durante l’ultima riunione (cfr. comunicato stampa del 27.1.2026) una minoranza aveva proposto di respingere il progetto in toto.
Limite massimo delle indennità nel settore dell’energia elettrica
Con 17 voti contro 4 e 4 astensioni, la Commissione ha inoltre dato seguito all’iniziativa parlamentare Wyssmann 24.475 «Niente indennità eccessive per gli organi direttivi di fornitori di elettricità e di gestori di rete statali a spese della popolazione e dell’economia». La Commissione sottolinea che numerose imprese del settore dell’energia elettrica sono controllate dallo Stato e che il rischio imprenditoriale è quindi sostenuto dalla collettività. Non ritiene pertanto opportune le indennità versate dalle principali imprese del settore e si esprime a favore di una loro limitazione. L’iniziativa passa ora alla commissione competente del Consiglio degli Stati.
Computare le perdite dovute all’acquisto di energia elettrica nelle tariffe del servizio universale
Con 17 voti contro 8 la Commissione ha adottato un progetto di atto legislativo che modifica un articolo della legge sull’approvvigionamento elettrico nel quadro dell’iniziativa parlamentare 25.482 con l’obiettivo di permettere ai gestori delle reti di distribuzione di computare le perdite derivanti dall’acquisto di energia elettrica nelle tariffe del servizio universale. La legge vigente obbliga i gestori delle reti di distribuzione a essere il più possibile lungimiranti nell’acquisto di energia elettrica. A causa di eccedenze inattese di energia (p. es. dovute a un aumento della produzione degli impianti fotovoltaici) può tuttavia succedere che le quantità in eccesso debbano essere vendute a prezzi inferiori. La modifica consentirebbe di computare nelle tariffe del servizio universale i costi netti di tutte le operazioni economiche necessarie anziché soltanto i costi di acquisizione puri. Le perdite generate dalle fluttuazioni di domanda e offerta sarebbero quindi prese in considerazione nel calcolo dell’eventuale utile e computate nelle tariffe del servizio universale. Un acquisto lungimirante basato su buone previsioni consentirà di evitare anche in futuro un riversamento di costi inutili sui clienti. La modifica assoggetta la strategia d’acquisto e la documentazione relativa agli acquisti e alle vendite al controllo della Commissione federale dell’energia elettrica. Una minoranza è del parere che i previsti meccanismi di controllo non consentirebbero di evitare un inutile aumento dei costi per i consumatori finali e respinge il computo delle perdite derivanti dagli acquisti di energia elettrica nelle tariffe del servizio universale.
Sviluppo futuro dell’energia idroelettrica
Con 14 voti contro 8 e 3 astensioni, la Commissione ha dato seguito all’iniziativa parlamentare Roduit 24.476 «Ogni Kilowattora di energia rinnovabile conta». La Commissione sottolinea che il potenziale di sviluppo delle piccole centrali idroelettriche non è trascurabile e non deve restare inutilizzato a causa di rigidi valori limite per le misure di promozione. In ogni caso devono essere garantiti l’efficienza della promozione e gli standard ecologici.
La Commissione ha inoltre depositato due postulati: ha adottato il postulato intitolato «Sviluppo del potenziale idroelettrico svizzero per il periodo 2030–2080» (26.3020) con 17 voti contro 0 e 6 astensioni e il postulato intitolato «Aggiornamento quantitativo della sicurezza energetica nell’orizzonte 2060» (26.3019) con 16 voti contro 0 e 7 astensioni. Con i due postulati la Commissione intende costituire le basi per una panoramica globale del futuro approvvigionamento energetico della Svizzera. L’accento è posto sulla stagionalità del consumo e della produzione di elettricità, sulle conseguenti esigenze in termini di stoccaggio e produzione pilotabile, soprattutto nel periodo invernale, e sul potenziale dell’energia idroelettrica per colmare questa lacuna.
La Commissione ha iniziato la discussione sull’introduzione di una competenza della Confederazione in materia di finanziamento della riparazione dei danni agli edifici in caso di terremoto (24.095) e proseguirà i suoi lavori nelle prossime sedute.
Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 23 e 24 febbraio 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.