La Commissione dell’energia del Consiglio nazionale è favorevole a consentire la costruzione di centrali nucleari, garantendo così la neutralità tecnologica. A suo parere, l’energia nucleare dovrebbe tornare a essere un’opzione per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico a lungo termine in Svizzera.

Con 13 voti contro 12 la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) propone di accogliere il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energie elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» (25.068), il quale prevede di adeguare la legge federale sull’energia nucleare in modo che in Svizzera possa nuovamente essere autorizzata la costruzione di centrali nucleari. Con la sua decisione la Commissione punta a un’apertura a tutte le tecnologie. Considerata la necessità di un approvvigionamento energetico affidabile, a basse emissioni di CO2 e che tenga conto dei costi, la Svizzera dovrebbe lasciarsi aperte tutte le opzioni.

Pur sottolineando che le energie rinnovabili rimangono un pilastro fondamentale, la Commissione ritiene importante diversificare i vettori energetici. Se gli obiettivi di potenziamento delle energie rinnovabili non saranno raggiunti, a partire dal 2050 nuove centrali nucleari potrebbero contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento.

La minoranza della Commissione propone di non entrare in materia poiché, a suo parere, il progetto causerebbe incertezza pianificatoria nell’ambito dello sviluppo delle energie rinnovabili e sarebbe legato a notevoli rischi finanziari. Rammenta inoltre che va rispettata la volontà popolare, espressa nella votazione del 2017 sull’attuazione della Strategia energetica 2050. Secondo la minoranza, la costruzione di nuove centrali nucleari comporterebbe rischi elevati per la sicurezza e aggraverebbe il problema delle scorie radioattive.

Questioni di finanziamento specifiche non rientrano nel progetto

La Commissione sostiene l’aggiunta del Consiglio degli Stati, secondo la quale un’autorizzazione di massima per una nuova centrale nucleare può essere concessa soltanto se il finanziamento della costruzione e dell’esercizio sono garantiti. Questioni finanziarie specifiche a un progetto non dovrebbero per contro essere inserite nell’oggetto sulla revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari. Di conseguenza, con 13 voti contro 10 la Commissione respinge la proposta di escludere qualsivoglia sovvenzione statale per nuove centrali nucleari, come auspicato da una minoranza.

Una minoranza, sconfitta con 12 voti contro 13, propone il rinvio al Consiglio federale con l’incarico di fare chiarezza sulle ripercussioni finanziarie di eventuali nuove centrali nucleari, in particolare per i conti pubblici. Anche altre tre minoranze propongono il rinvio del progetto. I mandati ivi connessi esigerebbero che il Consiglio federale elabori un piano di smaltimento, renda prioritarie le energie rinnovabili o riveda la strategia sull’approvvigionamento energetico.

Nessuna disposizione restrittiva

Con 13 voti contro 12 la Commissione si oppone ad autorizzare solamente centrali nucleari di 4a generazione, in quanto ciò limiterebbe l’apertura tecnologica. Una minoranza chiede questo limite. Con lo stesso scarto, la Commissione si oppone, parimenti, all’obbligo per nuove centrali nucleari di dimostrare una protezione completa contro gli attacchi, come richiesto da una minoranza. La Commissione non vuole neppure una disposizione restrittiva in materia di responsabilità, richiesta da una minoranza sconfitta con 11 voti contro 13 o, riguardo ai legami con enti che operano nell’ambito delle armi nucleari, come propone una minoranza sconfitta con 9 voti contro 16. Con 15 voti contro 9 la Commissione è inoltre contraria al fatto che i permessi di costruzione per nuove centrali nucleari richiedano l’approvazione di tutti i Comuni circostanti. Una minoranza propone tale disciplinamento. La Commissione respinge poi con 16 voti contro 9 il fatto che nuove centrali nucleari possano utilizzare esclusivamente combustibili nucleari conformi a standard in materia ambientale e di diritti umani, come chiesto da una minoranza. Con la stesso scarto, respinge una disposizione in virtù della quale nuove centrali nucleari sarebbero tenute a utilizzare tecnologie in grado di ridurre drasticamente le scorie nucleari. Una minoranza lo propone.

La Commissione fa notare che, da un punto di vista tecnico, nell’area di ubicazione Lägern Nord (Cantoni di Argovia e di Zurigo) vi è sufficiente capacità per le scorie di nuove centrali nucleari. Una minoranza sconfitta con 9 voti contro 13 e 3 astensioni chiede di fissare una prova di capacità quale condizione per un’autorizzazione di massima.

Infine, con 13 voti contro 12 la Commissione respinge il fatto che autorizzazioni di massima possano essere concesse solamente a partire dal 2036, sempre che un rapporto di base presentato all’Assemblea federale nel 2034 dimostri che la costruzione di centrali nucleari è imprescindibile per la sicurezza dell’approvvigionamento. Una minoranza propone questa disposizione.

Reiezione dell’iniziativa popolare

Con 15 voti contro 9 la Commissione raccomanda di respingere l’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)». Quest’ultima vuole, tra l’altro, sancire nella Costituzione che sono consentiti tutti i tipi di produzione di energia rispettosi del clima. A parere della Commissione, il controprogetto indiretto è il modo migliore per abolire il divieto di costruire nuove centrali nucleari. Una minoranza propone di raccomandare l’approvazione dell’iniziativa popolare.

Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 20 e 21 aprile 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.