Con 13 voti contro 12, la CAPTE-N ha approvato l’oggetto del Consiglio federale «Introduzione di una competenza della Confederazione in materia di finanziamento della riparazione dei danni agli edifici in caso di terremoto» (24.095). Ritiene che sia soltanto una questione di tempo prima che in Svizzera si verifichi un grave terremoto; al contempo sottolinea che solamente una minima parte degli edifici è assicurata contro i danni causati da un tale evento. Per la Commissione è un dovere di responsabilità politica provvedere finanziariamente a questo rischio, considerato l’enorme potenziale di danno che si verificherebbe a seguito di un sisma.
Per una tale evenienza la Commissione fa innanzitutto affidamento sulla copertura assicurativa privata e a propria responsabilità. Il meccanismo statale dovrebbe intervenire soltanto in caso di terremoti che, secondo le statistiche, si verificano una volta ogni cento anni o anche più raramente, e che produrrebbero quindi un impatto economico di ampia portata. Secondo i modelli di calcolo si stima che in casi del genere l’entità dei danni ammonterebbe a circa 6,3 milioni di franchi. I danni al di sotto di tale soglia continuerebbero a essere a carico dei privati. I proprietari di edifici sono liberi di tutelarsi contro tale rischio sul libero mercato assicurativo. Se il danno fosse più ingente, il Consiglio federale potrebbe obbligare tutti i proprietari a versare un contributo massimo dello 0,5 per cento della somma assicurata per i rispettivi edifici, onde finanziarne la ricostruzione. La Commissione ritiene che questa soluzione sia efficiente ed economica, poiché i contributi diventano esigibili soltanto in caso di sinistro e, a differenza di un’assicurazione tradizionale, non è necessario versare premi su base continuativa.
Una minoranza della Commissione respinge il progetto. Teme infatti che esso indebolisca il principio della responsabilità individuale, dato che con una copertura statale viene meno l’incentivo a stipulare volontariamente un’assicurazione contro i terremoti – nonostante sul mercato assicurativo esista un’offerta in tal senso. Reputa inoltre che il meccanismo di solidarietà proposto non garantirebbe un adeguato equilibrio tra le diverse regioni, né tra proprietari, inquilini e collettività. Anche per quanto riguarda l'attuazione concreta, la minoranza teme che il progetto possa comportare un notevole onere amministrativo e molte incertezze.
Penuria d’acqua e strategia nazionale per la gestione delle risorse idriche
La Commissione ha condotto una discussione riguardante la penuria d’acqua e ha chiesto al Consiglio federale di informarla sullo stato di avanzamento della strategia nazionale per la gestione delle risorse idriche, avviata nell'ambito del programma di legislatura 2023-2027. Ha preso atto dei lavori in corso da parte dell’Amministrazione federale e appoggia le misure previste, in particolare quelle volte a migliorare la base di dati intercantonale sulla disponibilità e l’utilizzo dell’acqua. La Commissione ha deciso di chiedere nuovamente al Consiglio federale, il prossimo febbraio, informazioni sulle misure previste nell’ambito della strategia e sulla loro attuazione.
Progetto di legge sull’adeguamento del carbonio alle frontiere per il cemento
Nella votazione sul complesso, con 14 voti contro 10 la Commissione ha adottato il proprio progetto di legge per un adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento. Mediante il progetto la Commissione attua l’iniziativa parlamentare 21.432. Il contesto è l’ulteriore sviluppo del sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE), connesso a un incremento dei costi di CO2 specialmente per l’industria del cemento. Con la nuova legge si intende riscuotere una tassa sulle importazioni di cemento provenienti da Paesi che non fissano prezzi comparabili per le emissioni di CO2. Ciò compensa la differenza tra il prezzo del carbonio nazionale e quello estero, creando così condizioni di concorrenza eque. In tal modo si può contrastare il rischio che la produzione e dunque le emissioni di gas serra vengano spostate verso Paesi con standard climatici inferiori.
Una minoranza della Commissione respinge il progetto di legge. Considera l’adeguamento del carbonio alle frontiere un nuovo ostacolo al commercio e teme ripercussioni negative sulle relazioni economiche esterne della Svizzera.
La Commissione ha svolto una consultazione sul proprio progetto, che ha successivamente precisato in alcuni punti. Il progetto definitivo della Commissione verrà pubblicato tra pochi giorni sulla pagina delle CAPTE (> altri rapporti). Esso viene trasmesso per parere al Consiglio federale, prima di essere probabilmente discusso nella sessione invernale nella pertinente Camera.
Approvazione di due crediti addizionali per centrali elettriche di riserva
Con 15 voti contro 0 e 9 astensioni la Commissione ha approvato due crediti addizionali per un importo totale di 131,3 milioni di franchi. Il primo credito di 100 milioni di franchi serve a pianificare nuove centrali elettriche di riserva. Il secondo credito addizionale è volto a garantire l’esercizio della centrale elettrica di riserva di Monthey quale soluzione transitoria. La Commissione reputa importante concedere tali crediti addizionali per evitare costi aggiuntivi e ritardi. Nella sua ultima seduta la Commissione ha sospeso la discussione del nuovo credito d’impegno di 2,18 miliardi di franchi per nuove centrali elettriche di riserva, ma ha previsto al contempo per la seduta odierna la discussione di entrambi i crediti addizionali.
Trasformazione del Catasto RDPP
La Commissione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sulla modifica della legge sulla geoinformazione (26.035). Il disegno del Consiglio federale si prefigge di trasformare il Catasto delle restrizioni di diritto pubblico della proprietà (Catasto RDPP) in una piattaforma informativa pubblica la più completa possibile. In futuro la legge dovrà inoltre stabilire quali informazioni possono essere inserite nel registro fondiario e quali nel Catasto RDPP, al fine di evitare sovrapposizioni. Con la sua decisione di entrata in materia, la Commissione sostiene il progetto inteso a garantire una maggiore trasparenza in materia di restrizioni di diritto pubblico della proprietà.
Nessuna modifica di competenze per l’aiuto in caso di catastrofi naturali
La Commissione respinge la mozione 25.4416 con 13 voti contro 11. La mozione chiede che in futuro, in caso di catastrofi naturali, la Confederazione partecipi in misura maggiore al finanziamento delle misure urgenti. La Commissione ammette che in casi particolari può essere opportuno che la Confederazione sostenga i Cantoni e i Comuni interessati. Rileva tuttavia che la competenza per la gestione di tali eventi rimane dei Cantoni. La Commissione si chiede se un impegno finanziario di principio da parte della Confederazione sarebbe davvero compatibile con tale ripartizione delle competenze, e preferisce attendere il rapporto in adempimento del postulato 25.3669, che si occupa di tale questione. Eventi passati hanno peraltro dimostrato che la Confederazione può fornire sostegno anche nell’ambito delle competenze di cui dispone attualmente. Una minoranza della Commissione propone di accogliere la mozione. Ritiene infatti che sia opportuno disciplinare in modo chiaro e lungimirante il ruolo della Confederazione in caso di gravi sinistri causati da eventi naturali.
Introduzione di una soglia numerica massima per i lupi
Con 16 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione propone alla propria Camera di accogliere la mozione 25.4464. Questa mozione chiede che venga introdotta una soglia numerica massima per la popolazione di lupi. Se tale soglia viene superata, deve essere consentito l’abbattimento di singoli lupi o di interi branchi. La Commissione ritiene che l’attuazione di detta mozione contribuirà a ridurre ulteriormente il numero degli animali da reddito predati dai lupi e a proteggere gli abitanti. La minoranza propone di respingere la mozione. Reputa più efficaci altre misure, ad esempio un sostegno rafforzato all’economia alpestre o l’accelerazione della procedura di autorizzazione di abbattimento.
Prosecuzione dell’esercizio del laboratorio sotterraneo di Mont Terri
La Commissione propone, senza controproposta, di accogliere la mozione 25.4686. Essa sostiene l’obiettivo della mozione di continuare a garantire da parte della Confederazione l’esercizio del laboratorio sotterraneo di Mont Terri, nel Cantone del Giura. Per la Commissione è fondamentale trovare una soluzione atta ad assicurare l’esercizio a lungo termine del laboratorio sotterraneo. Ciò dovrebbe consentire di continuare anche in futuro a realizzare in quella sede importanti progetti di ricerca, in particolare per quanto riguarda il deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi.
Contributo delle piattaforme di commercio online allo smaltimento e al riciclaggio
Con 21 voti contro 0 e 3 astensioni la Commissione ha depositato una mozione intitolata «Sottomettere le piattaforme di commercio online estere alla LPAmb» (26.4071). Il suo obiettivo è di responsabilizzare le piattaforme di commercio online estere allo smaltimento e al riciclaggio dei prodotti da esse commercializzati. Queste piattaforme dovrebbero partecipare anch’esse al finanziamento anticipato della valorizzazione, in modo che non venga compromesso il collaudato sistema della restituzione gratuita, in particolare degli apparecchi elettrici a fine vita. È stata accolta, senza opposizioni, anche la mozione «Parità di trattamento in materia di obblighi di ripresa e di smaltimento per le piattaforme online secondo l'ORSAE» (26.3243), che si prefigge un obiettivo molto simile.
Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 31 agosto e 1° settembre 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.