Con il suo messaggio relativo all’oggetto 25.065, il Consiglio federale intende istituire le basi giuridiche per un nuovo modello di pigione commisurata ai costi e per il relativo controllo delle pigioni. La Commissione aveva già iniziato ad esaminare il progetto lo scorso ottobre, ma aveva riscontrato la necessità di ulteriori chiarimenti, in particolare per quanto riguarda la configurazione del modello di pigione commisurata ai costi. Dopo aver consultato le principali cerchie interessate lo scorso mese di febbraio (cfr. comunicato stampa del 10 febbraio 2026), la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di inserire già nel progetto di legge almeno gli elementi di riferimento del futuro modello, evitando di disciplinare tutti i dettagli solo nell’ordinanza. La Commissione ha approvato all’unanimità la nuova formulazione dell’articolo 38a ora presentata. La legge stabilisce ora in modo concreto su quali elementi determinanti si fonda una valutazione semplificata dei costi effettivi (costi di finanziamento, canoni di diritto di superficie, ammortamenti, costi di esercizio) e quali aspetti vanno chiariti nell’ordinanza (calcolo degli ammortamenti, modalità di adeguamento della pigione, forfait per i costi di esercizio). Per il resto, la Commissione segue in tutto e per tutto il disegno del Consiglio federale. L’oggetto sarà discusso dal Consiglio nazionale in occasione della sessione autunnale.
Audizioni concernenti la riforma delle autorità in materia di concorrenza
Con il messaggio sulla riforma delle autorità in materia di concorrenza (26.049), il Consiglio federale sottopone al Parlamento alcune modifiche istituzionali e procedurali volte a migliorare l’applicazione della legge sui cartelli e a ottimizzare le procedure. Come primo passo nell’esame di questo progetto, la Commissione ha condotto audizioni con i rappresentanti della Commissione della concorrenza e della sua segreteria, della Fédération romande des consommateurs, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, dell’Unione sindacale svizzera e dell’Unione svizzera dei contadini. A queste prese di posizione si sono aggiunti i contributi del mondo accademico, con il prof. Andreas Stöckli in qualità di rappresentante della commissione di esperti istituita dal DEFR per la riforma delle autorità in materia di concorrenza, nonché con i professori Vincent Martenet e Damiano Canapa. La CET-N prevede di discutere l’entrata in materia sul progetto nel corso della sua seduta di agosto.
Mantenimento della proposta relativa a un’estensione delle aperture domenicali dei negozi
La Commissione propone con 14 voti contro 11 di non togliere dal ruolo l’iniziativa cantonale 23.325 del Cantone di Zurigo, malgrado la decisione presa nella sessione estiva dal Consiglio degli Stati di non entrare in materia su un progetto presentato dalla CET-S per l’attuazione dell’iniziativa. L’iniziativa cantonale propone di concedere ai Cantoni la possibilità di autorizzare il lavoro domenicale nel commercio al dettaglio fino a dodici giorni all’anno, anziché quattro. La Commissione ritiene che la possibilità di fare acquisti anche la domenica risponda a un’esigenza sociale. Con un moderato allentamento delle restrizioni, l’iniziativa consentirebbe al commercio al dettaglio di reagire a tale esigenza e di continuare a contribuire all’attrattività dei centri cittadini. A tal proposito la Commissione sottolinea che i Cantoni potranno decidere, attraverso un processo democratico, se avvalersi di questa possibile estensione delle aperture domenicali o se rinunciarvi. Secondo la minoranza la modifica legislativa proposta non comporterebbe alcun valore aggiunto di natura economica. Già oggi, infatti, i commerci al dettaglio hanno la possibilità di aprire la domenica, ad esempio nelle regioni turistiche o nei punti chiave delle reti di trasporto. L’estensione delle vendite domenicali non risponderebbe né a un’esigenza della maggior parte degli operatori del settore, né sarebbe nell’interesse dei lavoratori. La minoranza reputa che l’iniziativa non otterrebbe quindi la maggioranza in una votazione popolare e chiede di toglierla dal ruolo.
Osservazione dei prezzi nelle filiere agroalimentari da integrare nella PA30+
La Commissione ha discusso su come proseguire i lavori concernenti l’iniziativa parlamentare 22.477 (Per un'osservazione efficace dei prezzi nelle filiere agroalimentari) e ha deciso di attuarli nell’ambito della PA30+. Ogni volta con 18 voti contro 5, ha adottato diverse proposte che dovranno essere riprese nel progetto del Consiglio federale come proposte della Commissione per poi essere poste in consultazione. La Commissione chiede, fra l’altro, che nel fissare i prezzi indicativi si tenga conto della situazione del mercato e dei costi di produzione, che venga vietata la vendita di generi alimentari a prezzi inferiori ai costi di produzione e che vengano pubblicati i dati relativi al rispetto dei prezzi indicativi.
Valutazione della struttura e della prassi di vigilanza sui mercati finanziari
La Commissione ha deciso all’unanimità di incaricare mediante un postulato (26.4048) il Consiglio federale di prendere in considerazione, nell’ambito del riesame già in corso della regolamentazione dei mercati finanziari, anche le regolamentazioni attuali nel settore dei gestori patrimoniali indipendenti, nonché la vigilanza sulle compagnie di assicurazione, sugli intermediari assicurativi e altri intermediari finanziari.
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare l’efficienza, la proporzionalità, la trasparenza e le ripercussioni sui costi dei modelli di vigilanza esistenti, segnalando eventuali necessità di intervento.
Altri oggetti
L’Università di San Gallo ha pubblicato uno studio che si esprime a favore dell’abbandono dell’imposizione minima dell’OCSE da parte della Svizzera: per elaborare un quadro completo delle opzioni possibili, la Commissione ha sentito il prof. Peter Hongler, autore dello studio, il prof. Robert Danon, l’Amministrazione federale delle contribuzioni e la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali.
La Commissione ha inoltre esaminato la mozione Wicki 25.4638, accogliendola con voto unanime. Sostiene infatti l’obiettivo della mozione, vale a dire che i valori soglia per gli appalti pubblici vengano periodicamente verificati e adeguati.
Presieduta dal consigliere nazionale Samuel Bendahan (SP, VD), la Commissione si è riunita a Berna, il 22 e il 23 giugno 2026.