La Commissione si è occupata di tre oggetti riguardanti la promozione dell’alloggio, vale a dire l’aumento della dotazione del fondo di rotazione a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica per gli anni 2030–2034 (25.077), il credito d’impegno per impegni eventuali nella promozione dell’alloggio per il periodo 2027–2033 (25.087) e una modifica della legge sulla promozione dell’alloggio (25.065). Entrata in materia sui due primi oggetti con 17 voti contro 8, nella deliberazione di dettaglio la Commissione ha aderito ai primi due disegni del Consiglio federale, per approvarli infine nella votazione sul complesso con lo stesso numero di voti favorevoli e contrari (17 voti contro 8). A giudizio della maggioranza della Commissione, i due oggetti concernono strumenti collaudati che si propongono di assicurare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili e permettere così alle fasce di reddito inferiori e alle famiglie del ceto medio di partecipare al mercato dell’alloggio. Alla luce della drammatica carenza di alloggi che colpisce non solo le città ma anche le regioni turistiche, tali strumenti acquisiscono importanza ancora maggiore e vanno perciò mantenuti. A causa della situazione precaria delle finanze federali, le proposte di aumentare di più la dotazione del fondo di rotazione e l’importo del credito d’impegno non hanno tuttavia incontrato il favore della maggioranza (e sono state infatti bocciate con 16 voti contro 9).
Una minoranza propone inoltre di non entrare in materia, giacché la carenza di alloggi è dovuta alla forte immigrazione e occorre perciò affrontare il problema in tale contesto, piuttosto che dare seguito alla promozione dell’alloggio nella sua forma attuale. Le relative proposte e quella di ridurre l’importo del credito d’impegno sono state respinte con 17 voti contro 8.
In merito a ogni proposta della Commissione vi sono posizioni di minoranza. Gli oggetti saranno trattati dal Consiglio nazionale nella sessione primaverile.
Già lo scorso ottobre la Commissione era entrata in materia sul disegno di modifica della legge sulla promozione dell’alloggio (25.065; si veda in merito il comunicato stampa del 14 ottobre 2025) e aveva deciso di sentire le principali categorie interessate prima di svolgere la deliberazione di dettaglio. Ha quindi sentito esponenti di Wohnen Schweiz (Associazione delle cooperative di costruzione), delle cooperative d’abitazione svizzera, dei Cantoni di Zurigo e Vaud, dell’Associazione Svizzera Inquilini e di Wüest Partner. Nel corso della successiva deliberazione di dettaglio è tuttavia emerso che vi sono ulteriori aspetti da chiarire, in particolare la forma concreta del modello di pigione commisurata ai costi. Nel relativo messaggio il Consiglio federale precisa che questa verrà definita in un’ordinanza. Prima di approvare la norma di delega, la Commissione ritiene tuttavia necessario ottenere maggiori informazioni riguardo ai contenuti concreti del suddetto modello. Ha perciò deciso di sospendere l’esame sino a quando non le avrà acquisite. I lavori proseguiranno presumibilmente nel terzo trimestre.
Revisione del diritto fondiario rurale
Dopo essere entrata in materia a gennaio 2026, la Commissione ha ora proceduto alla deliberazione di dettaglio della revisione parziale della legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR; 25.079), giungendo fino all’articolo 60. La maggioranza della Commissione intende attenersi il più possibile al disegno del Consiglio federale, al fine di perseguire con coerenza i tre obiettivi del progetto, ossia rafforzare il principio della coltivazione diretta, la posizione dei coniugi e l’imprenditoria nell’agricoltura. Pertanto, la Commissione sostiene, senza controproposte, le condizioni più restrittive previste dal Consiglio federale per l’acquisto di aziende e fondi agricoli da parte di società di capitali, secondo cui le persone fisiche che sono coltivatori diretti devono detenere almeno tre quarti del capitale proprio che conferisce il diritto di voto e dei diritti di voto (art. 9 cpv. 3 LDFR). Per contro respinge, rispettivamente con 17 voti contro 4 e 4 astensioni e 15 voti contro 8, l’ammissione di holding e la possibilità per le società cooperative, a determinate condizioni, di acquistare aziende e fondi agricoli. A parere della maggioranza, entrambe le misure indebolirebbero il principio della coltivazione diretta. La Commissione respinge altresì varie proposte volte ad agevolare la suddivisione delle aziende. Proseguirà la deliberazione di dettaglio nel secondo trimestre del 2026.
Programma d’impulso per il risanamento energetico delle aziende alberghiere
La Commissione si è occupata per la terza volta della revisione totale della legge federale sulla promozione del settore alberghiero (25.043). Da ultimo aveva incaricato l’Amministrazione di elaborare una proposta di formulazione per un programma d’impulso per il risanamento delle aziende alberghiere nell’arco alpino al fino di attuare, nell’ambito della suddetta revisione totale, la mozione Stöckli (19.3234), accolta da entrambe le Camere (cfr. comunicato stampa del 19 agosto 2025). La proposta elaborata non è però riuscita a convincere la maggioranza della Commissione, dal momento che non prevedeva contributi a fondo perso né un’attenzione particolare al risanamento energetico e nemmeno una compensazione dei fondi per il programma d’impulso nell’ambito della promozione della piazza economica. Con 13 voti contro 12, la CET-N ha pertanto deciso di chiedere la presentazione di una nuova proposta che colmi queste lacune, sulla base della quale proseguirà l’esame dell’oggetto nell’autunno 2026.
Rafforzare la vigilanza sulla FINMA
Come deciso nell’autunno scorso (si veda in merito il comunicato stampa del 4 novembre 2025), la Commissione ha svolto le audizioni inerenti all’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Wyssmann (25.450), che chiede di subordinare la FINMA al principio di trasparenza. Ha potuto così esaminare più da vicino le modalità di funzionamento della FINMA e la vigilanza sulla stessa. Con 17 voti contro 8 ha quindi deciso di non dare seguito all’iniziativa. Pur condividendo l’intento di accrescere la trasparenza e di migliorare l’informazione del pubblico, la Commissione è infatti dell’avviso che l’iniziativa parlamentare minerebbe la fiducia che gli assoggettati alla vigilanza ripongono nella FINMA e ostacolerebbe l’attività di vigilanza di quest’ultima. Una FINMA forte è tuttavia di essenziale importanza per la stabilità della piazza finanziaria. Una minoranza propone per contro di dare seguito all’iniziativa parlamentare.
Con 15 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha inoltre deciso di presentare una mozione (26.3017) con cui si incarica il Consiglio federale di elaborare un disegno di legge che introduca l’obbligo di consultare il Parlamento riguardo all’emanazione o alla modifica di ordinanze o circolari della FINMA. Ritiene infatti che, alla luce delle ordinanze e circolari che emana, la FINMA disponga di una certa competenza legislativa. Poiché tuttavia la legislazione è il compito principale del Parlamento, a giudizio della Commissione è opportuno che questo possa esercitare un controllo preventivo su tali norme, analogamente a quanto previsto per le ordinanze del Consiglio federale. Una minoranza respinge tuttavia la mozione.
La Commissione tornerà a occuparsi di tali temi nell’ambito dell’esame dell’oggetto concernente gli strumenti «too big to fail» e stabilirà in tale contesto gli eventuali provvedimenti concreti che occorrerà adottare.
Altre decisioni
La Commissione ha inoltre esaminato due iniziative del Cantone del Giura. Con 16 voti contro 7 e 2 astensioni propone di non dare seguito all’iniziativa cantonale «Una politica federale a “deforestazione zero”» (24.326). L’attuazione in Svizzera del regolamento UE sui prodotti a deforestazione zero luogo a notevoli incertezze, dato che l’Unione europea ne ha nuovamente rinviato l’applicazione. Con 15 voti contro 6 e 3 astensioni, la Commissione propone di non dare seguito anche all’iniziativa cantonale 24.325. L’introduzione di un divieto di importazione delle derrate alimentari che non soddisfano i requisiti applicabili alla loro produzione in Svizzera sarebbe infatti pressoché inattuabile, incentiverebbe il turismo degli acquisti e sarebbe inoltre in contrasto con le norme dell’OMC. Due minoranze propongono per contro di dare seguito alle iniziative.
Infine, la Commissione ha accolto all’unanimità la mozione Broulis 25.4098 (“Rafforzare lo strumento svizzero della copertura dei rischi all’esportazione per rispondere alle nuove sfide internazionali”), che incarica il Consiglio federale di accrescere il margine di manovra dell’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni. Una mozione 25.4150, di ugual tenore presentata dal consigliere nazionale Cottier, era peraltro già stata accolta dal Consiglio nazionale nella scorsa sessione invernale.
Presieduta dal consigliere nazionale Samuel Bendahan (SP, VD), la Commissione si è riunita a Berna, il 9 e il 10 febbraio 2026. A parte della seduta erano presenti il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.