Nella sessione autunnale il Consiglio degli Stati si era espresso chiaramente a favore dell’introduzione di una verifica degli investimenti snella secondo il modello del Consiglio federale. La CET-N condivide in ampia misura questa impostazione.

Nell’articolo sullo scopo del disegno di legge sulla verifica degli investimenti (23​.086), la CET-N segue integralmente il Consiglio degli Stati. All’articolo 1 capoverso 1 limita il campo d’applicazione della legge all’ordine pubblico e alla sicurezza (13 voti contro 11 e 1 astensione). Chiede inoltre al Consiglio nazionale di ritornare sulla sua decisione di estendere l’applicazione dell’articolo 1 capoverso 2 agli investitori privati esteri (16 voti contro 8 e 1 astensione). Sono state presentate proposte di minoranza per entrambe le disposizioni.

Con 14 voti contro 11, la CET-N resta dell’idea di escludere i settori particolarmente critici (reti di distribuzione dell’energia elettrica, centrali elettriche e fornitori di acqua) dalla soglia generale per i casi di scarsa importanza di cui all’articolo 3 capoverso 1 e di fissare a un livello più basso la soglia settoriale. Ha anche deciso, sempre con 14 voti contro 11, di mantenere la copertura delle sorgenti svizzere di cui all’articolo 3 capoverso 1 lettera g, pronunciandosi tuttavia, con 22 voti contro 3, a favore di una formulazione elaborata dall’Amministrazione che contempla in modo mirato i gradi produttori di acqua minerale della Svizzera. Per una minoranza, l’estensione della legge ai settori citati rende la Svizzera meno attrattiva per gli investimenti senza vantaggi in termini di politica di sicurezza.

In merito alla norma di delega di cui all’articolo 3 capoverso 3, la maggioranza della Commissione si allinea nuovamente al Consiglio degli Stati e, con 18 voti contro 7, si pronuncia a favore di una limitazione temporale. Anche in questo caso è stata presentata una proposta di minoranza.

Il Consiglio nazionale deciderà su questo oggetto nella sessione invernale 2025.

Respinta l’iniziativa sull’alimentazione

La Commissione ha esaminato l’iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita» (25.067) e, con 23 voti contro 0 e 2 astensioni, propone di respingerla. Ha dapprima sentito una rappresentanza del comitato d’iniziativa, nonché rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura, di Agroscope, Pro Natura, dell’Unione svizzera dei contadini, della Federazione dei produttori d’acqua del lago di Costanza (AWBR), della Fial (Federazione delle industrie alimentari svizzere), di GastroSuisse e del Gruppo d’interesse del commercio al dettaglio svizzero (IG Detailhandel). La CET-N condivide in linea di principio l’obiettivo di assicurare un elevato grado di autoapprovvigionamento e un’agricoltura sostenibile. Tuttavia, l’adozione dell’iniziativa comporterebbe un massiccio intervento statale sulla produzione e sul consumo e limiterebbe drasticamente la scelta di tutti. E questo è assolutamente contrario alla volontà della Commissione. Con 16 voti contro 9, la Commissione ha altresì respinto una proposta di controprogetto diretto che si sarebbe limitato alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità, nonché alla protezione della qualità delle acque, della fertilità del suolo e della biodiversità. È invece favorevole a integrare questa tematica nell’ambito della Politica agricola 2030+. L’oggetto sarà discusso in Consiglio nazionale al più presto nella sessione invernale 2025.

Entrare in materia sulla modifica della legge sulla promozione dell’alloggio

La Commissione ha iniziato la deliberazione sul disegno del Consiglio federale concernente la modifica della legge sulla promozione dell’alloggio (25.065) ed è entrata in materia senza opposizioni. Poiché intende esaminare in dettaglio il modello di pigione commisurata ai costi, prima di procedere alla deliberazione di dettaglio ha deciso di sentire in particolare i Cantoni e le due associazioni mantello di utilità pubblica attive nella costruzione di abitazioni. Riprenderà dunque la discussione su questo oggetto nel primo trimestre del 2026.

No alla compensazione della progressione reale

Dopo che sia la CET-N (cfr. comunicato stampa del 13 feb. 2024) sia la CET-S (cfr. comunicato stampa del 25 feb. 2025) hanno dato seguito all’iniziativa parlamentare Burgherr 23.457 (Per un’imposizione fiscale più equa. Eliminare gli effetti negativi della progressione «a caldo» in materia d’imposta federale diretta), la Commissione ha ora discusso il progetto preliminare elaborato nel frattempo per l’attuazione dell’iniziativa. Secondo tale progetto, non verrebbe più compensata soltanto la progressione fiscale a freddo, come finora, ma anche quella reale. Con 13 voti contro 12, la Commissione ha tuttavia deciso di non entrare in materia sul progetto preliminare e di proporre alla propria Camera di stralciare l’iniziativa parlamentare. Teme che la riforma avvantaggi soprattutto i redditi più elevati e che il ceto medio non ne approfitti in misura sufficiente, e non vuole che questo accada. Inoltre, la riforma comporterebbe una diminuzione delle entrate fiscali, ciò che sarebbe insostenibile viste le prospettate perdite di gettito a seguito del cambiamento del sistema di imposizione del valore locativo e all’abolizione della penalizzazione del matrimonio. Un’ampia minoranza della commissione chiede di adottare il progetto e di procedere alla relativa consultazione. Non è comprensibile che un aumento della produttività comporti un aumento delle aliquote fiscali. L’oggetto sarà esaminato dal Consiglio nazionale nella sessione invernale.

Migliorare l’approvvigionamento di liquidità delle banche

L’iniziativa parlamentare Meier Andreas 25.411 («Migliorare la stabilità dei mercati finanziari mediante regole chiare in caso di trasferimento di garanzie alla BNS») mira a ridurre i lavori preparatori, dispendiosi in termini di tempo e costi, che le banche attualmente devono svolgere per partecipare al programma della BNS «Liquidità in cambio di garanzie». Nell’ambito del suo rapporto del 10 aprile 2024 sulla stabilità delle banche e dei parametri di riferimento del 6 giugno 2025 sull’adeguamento del dispositivo too big to fail, il Consiglio federale ha annunciato l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento di liquidità delle banche tramite la BNS. Tuttavia, non è ancora stato presentato alcun messaggio, pertanto la CET-N ha deciso con 16 voti contro 5 e 2 astensioni di dare seguito all’iniziativa al fine di sostenere gli sforzi in corso in linea con l’iniziativa.

L’articolo 94 della Costituzione federale «Principi dell’ordinamento economico» non va integrato

L’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Burgherr (24.469 Ancorare la politica industriale nella Costituzione) mira a inserire nell’articolo 94 della Costituzione federale un capoverso che ponga limiti strettissimi o addirittura vieti una politica industriale in Svizzera. La Commissione constata che l’attuale capoverso 1 (principio della libertà economica) e le deroghe a tale principio disciplinate nei capoversi e negli articoli seguenti costituiscono già oggi una base costituzionale per numerose misure a sostegno di diversi settori. Con un’ulteriore limitazione o addirittura un divieto di tali misure ci si discosterebbe dalla politica finora seguita con successo e questo non è opportuno. La Commissione ha quindi deciso 15 voti contro 8 e 2 astensioni di non dare seguito all’iniziativa.

La Svizzera e la concorrenza fiscale internazionale

Alla luce degli sviluppi in seno all’OCSE e della crescente concorrenza fiscale internazionale, influenzata anche dalla politica fiscale degli Stati Uniti, la CET-N ha presentato due mozioni di commissione. La prima, adottata con 14 voti contro 8 e 1 astensione, incarica il Consiglio federale di adeguare l’ordinanza sull’imposizione minima in modo che le norme di attuazione OCSE («administrative guidance»), pubblicate il 15 gennaio 2025, relative alla gestione dei crediti d’imposta latenti nell’ambito del GloBE (art. 9.1 delle GloBE Model Rules) si applichino in Svizzera soltanto ai vantaggi fiscali concessi a partire dal 1° gennaio 2025 (25.4392). Al fine di garantire la certezza del diritto per le imprese, gli adeguamenti delle norme di attuazione dell’OCSE dovrebbero essere recepiti nel diritto nazionale mediante una relativa modifica di ordinanza e non applicati retroattivamente. Questo è lo scopo della mozione. Una minoranza respinge la mozione per le sue possibili conseguenze negative. A suo avviso, se la mozione fosse attuata non sarebbe più garantito che la Svizzera continui a figurare tra gli Stati che, secondo l’OCSE, dispongono di norme qualificanti sull’imposizione minima.

La seconda mozione, adottata con 15 voti contro 8, incarica il Consiglio federale di elaborare una strategia volta a rafforzare durevolmente l’attrattiva della piazza economica svizzera, in particolare mediante sistemi di incentivi fiscali (25.4393). La CET-N considera questa mozione come complemento ai lavori già in corso per l’attuazione del postulato 23.3753 («Garantire l’attrattiva della piazza economica anche in futuro»), il cui obiettivo è quanto mai importante vista la concorrenza internazionale sempre più forte. Una minoranza respinge anche questa mozione.

Presieduta dal consigliere nazionale Thomas Aeschi (UDC, ZG), la Commissione si è riunita a Zugo il 13 e il 14 ottobre 2025. A parte della seduta erano presenti la Presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter e il Consigliere federale Guy Parmelin.