La maggioranza della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) propone di modificare quanto proposto dal Consiglio federale in merito alle esigenze in materia di fondi propri per le banche di rilevanza sistemica. In relazione alla deduzione integrale del valore contabile delle partecipazioni estere dai fondi propri dovrebbero essere considerati non solo i fondi propri di base di qualità primaria ma per metà anche i fondi propri di base supplementari (AT1). Nel contempo occorre rafforzare il capitale AT1 affinché possa contribuire tempestivamente in modo significativo a stabilizzare la banca. Secondo la Commissione si tratta di un compromesso tra la proposta del Consiglio federale e le richieste presentate dai Cantoni, dall’economia e dall’UBS in veste di principale attore interessato. La competitività dell’UBS sarebbe in tal modo salvaguardata.

Il messaggio 26.027 del Consiglio federale prevede che le banche di rilevanza sistemica in Svizzera debbano in futuro coprire interamente nella casa madre svizzera il valore contabile delle loro partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualità primaria (CET1). Secondo la CET-S questa proposta indebolisce in modo eccessivo la competitività dell’UBS e si ripercuote negativamente anche sull’economia. Per questo motivo la maggioranza della Commissione propone la soluzione alternativa qui di seguito esposta.

Nell’ambito della deduzione integrale delle partecipazioni estere dai fondi propri (Tier1) dovrebbero essere prese in considerazione tutte le componenti di assorbimento del capitale di base, quindi CET1 e i fondi propri supplementari (AT1). In questo contesto le obbligazioni AT1 dovrebbero poter essere considerate fino a una quota massima del 50 per cento. Per fissare la computabilità dei fondi propri supplementari AT1 il Consiglio federale dovrebbe orientarsi allo standard di mercato europeo (cfr. art. 11 cpv. 5 nel documento allegato). Ulteriori disposizioni dovrebbero assicurare che in caso di mancato adempimento delle esigenze minime da parte della banca, diversamente da quanto previsto oggi, il cap​itale AT1 possa contribuire tempestivamente in modo significativo a stabilizzare la banca. La maggioranza della Commissione propone a tale scopo un meccanismo plurifase.

Se la banca non adempie alle esigenze minime relative ai fondi propri di base di qualità primaria (CET1) oppure se una banca di rilevanza sistemica non adempie alle esigenze più elevate di posizioni ponderate in funzione del rischio (RWA) a livello consolidato (gruppo finanziario), non può più riscattare strumenti oppure obbligazioni AT1 e deve bloccare il pagamento degli interessi, il versamento di dividendi e i programmi di riscatto di azioni. Inoltre viene ridotta le componente di remunerazione variabile («Bonus Pool») per l’anno in corso. Se queste misure non permettono entro sei mesi alla banca di adempiere nuovamente alle esigenze CET-1, ne sono previste altre che dovrebbero consentire una stabilizzazione della banca (cfr. per il meccanismo in dettaglio l’art. 11a nel documento allegato​).

La commissione sostiene questo concetto con 7 voti contro 5 e 1 astensione. ​Secondo i cinque membri della Commissione contrari a questa soluzione, UBS dovrebbe in futuro assicurare una copertura del 90 per cento con i fondi CET1. Ritengono infatti, come il Consiglio federale, che in caso di crisi i fondi AT1 non riuscirebbero ad assorbire le perdite. A loro avviso, la soluzione proposta non modifica in alcun modo tali circostanze e comporta invece nuove incertezze giuridiche.

Un’altra minoranza propone di aderire su questo aspetto alla proposta del Consiglio federale, che prevede la copertura integrale delle partecipazioni estere con fondi propri di prima qualità. Nel confronto con la proposta di copertura con fondi propri al 90 per cento, la Commissione ha respinto in modo chiaro la proposta di copertura integrale con 10 voti contro 2 e 1 astensione.

La Commissione ha inoltre respinto con 7 voti contro 4 e 2 astensioni la proposta di rinunciare a disciplinare per legge la copertura delle partecipazioni estere con fondi propri, lasciando che la materia venga disciplinata, come finora, dal Consiglio federale a livello di ordinanza. È pure stata chiaramente respinta, con lo stesso numero di voti, la proposta di obbligare le banche di rilevanza sistemica a integrare direttamente nella casa madre le partecipazioni estere. Secondo la maggioranza ciò comporterebbe una intromissione eccessiva nell’autonomia organizzativa dell’UBS. La Camera deciderà in merito alle pertinenti proposte di minoranza.

Nel disegno sono stati tuttavia inseriti due elementi aggiuntivi: la competitività internazionale delle banche di rilevanza sistemica rispetto alle principali piazze finanziarie dovrà essere espressamente sancita nella legge. Le banche di rilevanza sistemica dovranno inoltre disporre di un piano sociale a lungo termine con l’obiettivo di garantire i posti di lavoro anche in assenza di un rischio imminente di insolvenza. Una minoranza è contraria.

Nel complesso, secondo la maggioranza, la soluzione proposta dalla Commissione rappresenta una normativa molto rigorosa, allineata a livello internazionale e paragonabile a quelle vigenti nell’UE e nel Regno Unito. La soluzione è adeguata al mercato e attuabile e consente all’UBS di rimanere competitiva. Nella votazione sul complesso la Commissione ha approvato il proprio progetto integrato con 10 voti contro 2 e 1 astensione.

Il presidente della Commissione ha informato i media oralmente in merito a queste decisioni il 31 agosto nel corso di una conferenza stampa.

Il Consiglio degli Stati si occuperà della modifica della legge sulle banche durante la sessione autunnale. La Commissione riprenderà la discussione sul progetto di legge relativo al Public Liquidity Backstop (23.062) nel corso del prossimo trimestre.

Estensione della definizione di azienda familiare nella legge sul lavoro

Il Cantone di Basilea Città ha presentato una iniziativa (25.314) in cui chiede di adeguare l’articolo 4 della legge sul lavoro affinché, in futuro, siano inclusi nel concetto di azienda familiare, oltre al coniuge e ai parenti in linea ascendente e discendente, anche i fratelli e le sorelle e altri parenti in linea collaterale. L’iniziativa cantonale è stata elaborata a seguito del caso di un’azienda familiare che, dopo il decesso della madre responsabile della conduzione dell’azienda, ha dovuto temporaneamente chiudere la sua attività di domenica poiché, in base alla definizione attuale, fratelli e sorelle non sono considerati come familiari che rientrano nelle pertinenti eccezioni previste dalla legge sul lavoro. Anche se il caso in questione è da ricollegare a una costellazione giuridica speciale del Cantone di Basilea Città, la Commissione ha deciso di dare seguito all’iniziativa, reputando che, sotto il profilo imprenditoriale, la richiesta sia legittima. Propone però di limitare l’estensione delle eccezioni previste dall’articolo 4 a fratelli e sorelle e ai concubini. Se anche la CET-N dovesse decidere di dare seguito all’iniziativa, la CET-S si occuperà di elaborare un progetto in tal senso.

Ulteriori decisioni

La Commissione ha deliberato in merito all’iniziativa parlamentare 25.411 (Iv. Pa. Meier Andreas. Migliorare la stabilità dei mercati finanziari mediante regole chiare in caso di trasferimento di garanzie alla BNS). Anche se la necessità di intervenire è incontestata, la CET-S ha deciso con 6 voti contro 5 e 1 astensione di non aderire alla decisione presa dall’omologa commissione del Consiglio nazionale. Secondo la maggioranza della Commissione il progetto che il Consiglio federale ha messo in consultazione il 12 agosto 2026 risponde in modo completo alle richieste contenute nell’iniziativa e occorre evitare che il Parlamento e il Consiglio federale lavorino in parallelo allo stesso tema. L’oggetto è quindi rinviato alla CET-N affinché si pronunci nuovamente in merito.

Presieduta dal consigliere Stati Erich Ettlin (M-E, OW), la Commissione si è riunita a Berna il 31 agosto 2026. A parte della seduta era presente la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.