Entrambe le Camere avevano sospeso l’esame del progetto 23.062, volto a introdurre una garanzia statale della liquidità («Public Liquidity Backstop», PLB) per le banche di rilevanza sistemica, perché intendevano valutare lo strumento nel contesto generale della regolamentazione «too big to fail». La Commissione ha ora potuto riprendere l’esame alla luce della questione dei fondi propri (26.027) discussa dal Consiglio degli Stati. La CET-S aveva già deciso senza opposizioni, nell’ottobre 2023, di entrare in materia sul progetto (comunicato stampa della CET-S del 17 ottobre 2023). Durante la deliberazione di dettaglio si è discusso in particolare se le banche debbano versare un indennizzo per la predisposizione delle misure statali di sostegno alla liquidità. La maggioranza della Commissione si è espressa favorevolmente e, come il Consiglio federale, sostiene in linea di principio l’introduzione di un indennizzo forfettario ex ante. Propone tuttavia di modificare la proposta del Consiglio federale: con 7 voti contro 5, intende limitare alle banche di rilevanza sistemica con una significativa attività all’estero l’obbligo di versare tale indennizzo. Allo stato attuale, soltanto UBS soddisferebbe questo criterio. La Commissione motiva la propria proposta adducendo che le attività svolte all’estero comportano rischi nettamente superiori rispetto a quelle svolte sul territorio nazionale. La Commissione propone una modifica anche per quanto riguarda il calcolo dell’indennizzo forfettario: gli strumenti di debito destinati ad assorbire le perdite in caso di misure d’insolvenza, le garanzie predisposte presso banche centrali estere e altre fonti di finanziamento a lungo termine, come le obbligazioni garantite e le obbligazioni fondiarie, dovrebbero essere incluse nella base di calcolo. Con 6 voti contro 5 e 1 astensione, La CET-S propone inoltre di sancire nella legge un principio di calcolo pari al massimo a un punto base, anziché disciplinare la questione nell’ordinanza. La Commissione ha approvato l’indennizzo forfettario ex ante così modificato con 8 voti contro 4. Una minoranza si oppone per principio a tale indennizzo, poiché le banche interessate non hanno alcun diritto a beneficiare delle misure statali di sostegno alla liquidità. Sugli altri punti, la Commissione aderisce al progetto del Consiglio federale e, nella votazione sul complesso, lo ha approvato con 9 voti contro 0 e 3 astensioni.
La Commissione sostiene il modello previsto di pigione commisurata ai costi nell’edilizia abitativa di utilità pubblica
Dopo una breve discussione, la Commissione ha deciso, con 10 voti contro 0 e 2 astensioni, di entrare in materia sulla revisione della legge sulla promozione dell’alloggio (25.065). La Commissione ritiene convincente la precisazione apportata dal Consiglio nazionale all’articolo 38a per quanto riguarda le basi del modello di pigione commisurata ai costi. Ha inoltre aderito senza opposizione a tutte le altre decisioni prese dal Consiglio nazionale. Nella votazione sul complesso, ha infine approvato il progetto con 10 voti contro 0 e 2 astensioni. L’oggetto è quindi pronto per la sessione invernale.
Telelavoro: il progetto è pronto per la sessione invernale
Dopo intense discussioni e alcuni rapporti di approfondimento, concernenti in particolare il lavoro domenicale (si vedano i documenti della Commissione pubblici), la Commissione ha concluso la trattazione dell’iniziativa parlamentare 16.484 Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa. Intende adottare una regolamentazione che tenga conto degli attuali modelli di lavoro, più flessibili, e che, al contempo, offra una protezione sufficiente ai lavoratori che svolgono una parte della propria attività in telelavoro.
Una parte delle proposte della Commissione si discosta in modo significativo dalle decisioni del Consiglio nazionale. In particolare, la Commissione propone, con 8 voti contro 3 e 0 astensioni, di stralciare dal progetto il diritto alla non reperibilità (art. 8a della legge sul lavoro, LL), poiché tale diritto sussiste anche senza esplicita menzione nella legge. Per quanto concerne il lavoro domenicale, la Commissione ha chiesto accertamenti approfonditi e ha ora deciso, con 9 voti contro 2 e 0 astensioni, di proporre, quale soluzione di compromesso, lo stralcio integrale della relativa disposizione (art. 28e LL). Con il voto decisivo del presidente, ha inoltre deciso di proporre che il telelavoro sia disciplinato nel Codice delle obbligazioni (CO). Si è tuttavia espressa chiaramente, con 10 voti contro 1 e 0 astensioni, a favore della regolamentazione proposta dal Consiglio federale nel suo parere, anziché dell’introduzione di un capitolo separato dedicato al contratto di telelavoro, soluzione approvata dal Consiglio nazionale.
Per quanto riguarda le altre questioni controverse, la Commissione propone di aderire alle decisioni del Consiglio nazionale: il campo di applicazione (art. 28a LL) non deve essere limitato oltre quanto stabilito dal Consiglio nazionale (10 voti contro 2 e 0 astensioni) e il riposo giornaliero (art. 28d LL) deve poter essere ridotto come previsto dal progetto, poiché nei giorni di telelavoro viene meno il tragitto casa-lavoro con il relativo dispendio di tempo (10 voti contro 2 e 0 astensioni). Per tutte le disposizioni citate sono state presentate proposte di minoranza. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il progetto con 7 voti contro 2 e 3 astensioni. L’oggetto sarà discusso dal Consiglio degli Stati durante la sessione invernale.
La Commissione ha infine discusso la mozione 24.3779 Più flessibilità e responsabilità personale per i lavoratori con un reddito elevato, e propone alla propria Camera di accoglierla con 7 voti contro 3 e 2 astensioni. La maggioranza è favorevole a una liberalizzazione del mercato del lavoro, mentre la minoranza ritiene che il salario indicato nella mozione non sia un criterio sufficiente e che, inoltre, sia troppo basso.
Riserva di fluttuazione per i vini svizzeri
A seguito di un’iniziativa della CET-N (22.405), durante la sessione autunnale il Consiglio nazionale si è espresso a favore dell’introduzione di una riserva di fluttuazione volontaria per i vini DOC, volta a consentire ai produttori di compensare meglio le fluttuazioni del raccolto dovute a fattori climatici e a mantenere in tal modo la quota di mercato del vino svizzero negli anni di vendemmia scarsa. La CET-S propone alla propria Camera, con 5 voti contro 2 e 4 astensioni, di approvare questa misura, che si basa sul principio della volontarietà e non genera alcun costo.
Ulteriori decisioni
La Commissione propone, con 6 voti contro 2 e 3 astensioni, di mantenere il suo progetto di attuazione dell’iniziativa cantonale 23.325, volto a consentire il lavoro domenicale nella vendita al dettaglio fino a 12 giorni all’anno. Reputa infatti che questa estensione sia adeguata, proporzionata e giustificata da un’esigenza sociale. La maggioranza sottolinea che i Cantoni saranno liberi di avvalersi di questa possibilità. La minoranza propone invece di togliere dal ruolo l’iniziativa. Il Consiglio degli Stati riesaminerà il progetto nel corso della sessione invernale 2026.
La Commissione propone, con 10 voti contro 0 e 2 astensioni, di accogliere la mozione Fonio 24.3499 al fine di colmare una lacuna legislativa riconosciuta. Ritiene infatti opportuno che i membri dell’amministrazione di una società rispondano solidalmente per il versamento dell’imposta alla fonte in caso di mancato pagamento da parte del sostituto d’imposta. Una responsabilità solidale analoga è già prevista per il versamento dei contributi AVS (art. 52 LAVS).
La Commissione propone inoltre, con 10 voti contro 0 e 1 astensione, di respingere la mozione Gysin 24.3578 («Per l'equità fiscale nelle deduzioni per figli e figlie a carico»), accolta dal Consiglio nazionale. La Commissione sostiene l’attuale prassi fiscale relativa alle deduzioni per i figli nel caso di genitori separati. A suo avviso, la ripartizione della deduzione per i figli richiesta dalla mozione in caso di affidamento congiunto con pagamento di alimenti sarebbe difficilmente attuabile e comporterebbe svantaggi fiscali in altri ambiti.
Il Consiglio degli Stati e la CET-N hanno dato seguito rispettivamente all’iniziativa parlamentare Stark 25.451 e all’iniziativa del Cantone di Berna 25.305. Entrambe chiedono di abrogare l’obbligo di comunicazione relativo alle forniture di sostanze nutritive e di attenuare quello relativo ai prodotti fitosanitari. La CET-S ha ora il compito di elaborare le necessarie modifiche legislative. Ha chiarito con l’Ufficio federale dell’agricoltura alcune questioni ancora in sospeso e intende sentire i Cantoni e l’Unione svizzera dei contadini nel gennaio del 2027. Nel corso della primavera dovrebbe poi essere pronto un progetto da porre in consultazione.
Con 8 voti contro 3 e 0 astensioni, la Commissione appoggia la mozione 26.3515 Garantire una protezione sostenibile delle colture nella coltivazione della barbabietola da zucchero, presentata dalla Commissione omologa del Consiglio nazionale. La mozione è volta a rafforzare ulteriormente la ricerca nel settore della coltivazione della barbabietola da zucchero. Una minoranza propone di respingerla.
La Commissione ha sospeso l’esame della mozione 26.3017 FINMA. Meccanismo di consultazione del Parlamento; intende infatti decidere in merito alla luce del rapporto del Dipartimento federale delle finanze sull’ottimizzazione della regolamentazione dei mercati finanziari, previsto per il 2027.
Ha inoltre sospeso l’esame della mozione 25.3907 («Misure per garantire l’esistenza delle aziende agricole interessate dalle PFAS»), perché intende attendere che il Consiglio federale ponga in consultazione il suo progetto relativo alla regolamentazione delle PFAS.
La Commissione ha infine sospeso anche l’esame delle mozioni 25.4191 Rafforzare la Svizzera come polo industriale e di ricerca e 25.4192 Migliorare le condizioni di investimento per le imprese.
Presieduta dal consigliere Stati Erich Ettlin (M-E, OW), la Commissione si è riunita a Berna il 12 e il 13 ottobre 2026. A parte della seduta erano presenti il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.