La CSEC-N è entrata in materia sulla legge sulle operazioni spaziali senza controproposte. Ha dapprima sentito i rappresentanti delle scuole universitarie, delle associazioni e del settore privato. Nel dibattito che ne è seguito, il progetto del Consiglio federale è stato discusso in modo approfondito e le questioni ancora in sospeso sono state chiarite dall’amministrazione.
A seguito della relazione introduttiva del presidente della Confederazione Guy Parmelin, la CSEC-N ha avviato il dibattito sull’entrata in materia. La Commissione ha affermato che è necessario legiferare: alla luce degli sviluppi tecnologici nel settore spaziale e dei trattati dell’ONU sulle attività spaziali ratificati dalla Svizzera, sussiste la necessità di un intervento legislativo. La legge proposta va nella giusta direzione.
La Commissione ha sottolineato l’importanza di una legislazione adeguata nel settore spaziale per quanto concerne il benessere, la ricerca nonché la qualità della vita in Svizzera. La normativa proposta garantirebbe la certezza del diritto, promuovendo così la piazza economica e la piazza della ricerca svizzere. Verrebbero inoltre chiarite le questioni relative alla responsabilità finanziaria della Svizzera in caso di incidenti. L’attuale disegno è pertanto stato definito idoneo e formulato in modo flessibile. Nell’ottica della prossima seduta di commissione, è stato anche rilevato il bisogno de approfondire differenti questioni nei settori della sicurezza, dell’ambiente – in particolare per quanto riguarda i detriti spaziali – e della cooperazione internazionale. La legge non dovrebbe inoltre creare ulteriori ostacoli all’ingresso di nuovi operatori sul mercato.
La CSEC-N è entrata in materia senza controproposte sul disegno. In vista della prossima deliberazione di dettaglio, la Commissione ha anche inoltrato diverse richieste di verifica della formulazione. La Commissione avvierà la deliberazione di dettaglio nel prossimo mese di agosto.
Controprogetto indiretto all’iniziativa per l’inclusione: la CSEC-N prosegue la deliberazione di dettaglio
La CSEC-N ha proseguito la deliberazione sul controprogetto indiretto all’iniziativa per l’inclusione nonché su altri oggetti correlati. Dopo che la CSEC-S aveva deciso di non dare seguito all’iniziativa della Commissione 26.404 «Riconoscimento delle lingue dei segni mediante l’elaborazione di una legge quadro su queste lingue» (cfr. comunicato stampa del 5 maggio 2026), la CSEC-N ha deciso, con 14 voti contro 11, di mantenere la propria posizione e di sottoporre al proprio Consiglio una legge quadro concernente le lingue dei segni.
Con 14 voti contro 11, la Commissione conferma l’integrazione nel controprogetto delle misure della legge sui disabili eccetto quelle riguardanti le lingue dei segni. Una minoranza è favorevole all’integrazione della tematica nel controprogetto.
Nell’ambito della deliberazione di dettaglio la Commissione propone di introdurre all’articolo 2 un rifermento esplicito alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e alla sua ulteriore attuazione nella legge. La Commissione propone inoltre di precisare l’articolo 5 riguardo all’elaborazione di una strategia nazionale a favore delle persone con disabilità. Essa propone inoltre alla sua Camera di introdurre all’articolo 6 la possibilità di condurre progetti pilota nel quadro della strategia nazionale.
Compenso per le fotocopie: la CSEC-N riconosce la necessità di una riforma e chiede approfondimenti
La CSEC-N ha discusso l'iniziativa parlamentare 25.408 «Nell'epoca della digitalizzazione il modello ingiusto e superato del compenso per le fotocopie non è più adatto». L’iniziativa chiede l’abolizione del sistema di compenso per le fotocopie. Attualmente le imprese versano un importo forfettario a ProLitteris, che riscuote il compenso e lo trasferisce agli autori. Sono oggetto di compenso le fotocopie di libri, opuscoli e riviste protetti dal diritto d’autore, utilizzate internamente a fini informativi e di documentazione.
La Commissione ha preso conoscenza dello studio condotto dall’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) su incarico del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in relazione alla mozione 25.3792 «Abolire il compenso per la copia per uso privato». Lo studio evidenzia che l’attuale sistema solleva interrogativi sotto diversi aspetti, in particolare per quanto riguarda il carattere forfettario, la comprensibilità delle basi di calcolo e la trasparenza. L’attuale sistema non è inoltre sufficientemente adeguato al modo di lavorare sempre più digitale nelle imprese e nelle organizzazioni.
La Commissione riconosce pertanto la necessità di una riforma. Ritiene che occorra esaminare con attenzione le regolamentazioni vigenti nonché i possibili adeguamenti e le relative ripercussioni finanziarie e amministrative. A tal fine occorre tenere conto delle conseguenze per le imprese e le organizzazioni soggette all’obbligo di versare il compenso, ma anche degli effetti per gli autori. La Commissione ha pertanto adottato all’unanimità il postulato di commissione 26.3532 «Modernizzazione del modello di compenso per le fotocopie».
La maggioranza della Commissione ritiene che l'iniziativa parlamentare, in questo momento, imponga troppo presto una determinata soluzione. Secondo la maggioranza, l'abolizione senza sostituzione del sistema di compenso precorrerebbe un esame approfondito delle diverse opzioni di riforma. La maggioranza intende pertanto attendere i risultati del postulato di commissione prima di decidere in merito a misure legislative concrete. Di conseguenza, con 17 voti contro 8, la Commissione ha deciso di non dare seguito all’iniziativa parlamentare.
Una minoranza della Commissione vorrebbe invece dare seguito all'iniziativa parlamentare. Essa ritiene che l'attuale sistema di compenso non sia più al passo con i tempi e che vi sia una necessità di intervenire rapidamente a livello legislativo.
Migliorare la copertura sociale degli operatori culturali
La CSEC-N ha discusso in merito alla copertura sociale degli operatori culturali, messa in particolare evidenza nel contesto della crisi COVID-19. Con 14 voti contro 11, la Commissione ha deciso di depositare l’iniziativa parlamentare 26.426 allo scopo di modificare la legge sulla promozione della cultura in modo da considerare il reddito degli operatori culturali che svolgono diverse attività lucrative, in qualità sia di indipendenti che di dipendenti, come un reddito proveniente da un’attività dipendente. L’obiettivo è migliorare la copertura sociale degli operatori culturali professionisti. L’esame dell’iniziativa prosegue nella commissione omologa del Consiglio degli Stati.
Presieduta dal consigliere nazionale Roman Hug (V, GR), la Commissione si è riunita a Berna il 21 e 22 maggio 2026. A parte della seduta erano presenti il presidente della Confederazione Guy Parmelin, capo del DEFR e la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capo del DFI.