Secondo il ministro degli affari sociali, le due Camere avrebbero dovuto pronunciarsi parallelamente nella sessione d'autunno sul primo pacchetto di riforme dell'assicurazione malattia. Numerosi deputati si sono pronunciati contro questo ritmo accelerato e la mancanza di una visione globale dei progetti, ha indicato oggi a Berna la presidente della commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale Christine Goll (PS/ZH).
Analogamente alla commissione degli Stati, anche quella del Nazionale ha deciso di ritirare dal pacchetto il progetto di abolire l'obbligo di contrarre. Si occuperà di questo aspetto parallelamente alla riforma del finanziamento degli ospedali e dell'incoraggiamento delle assicurazioni di tipo "managed care", che figurano nel secondo pacchetto di provvedimenti, ancora in consultazione e previsti per il 2006.
La decisione delle commissioni delle due Camere si oppone dunque ai desideri di Pascal Couchepin, secondo cui la libertà di contrarre doveva subentrare, dal luglio 2005, al congelamento dell'apertura di nuovi studi medici. Introdotta nel 2002, quest'ultima misura è limitata a tre anni.
Un'eventuale proroga, come auspicato da Couchepin, comporta una modifica della legge e dunque l'approvazione del parlamento. La commissione del Nazionale non ha comunque ancora affrontato questa proposta, annunciata formalmente dal capo del DFI mercoledì scorso.
Altra riforma a dover attendere il secondo pacchetto di misure prima di essere esaminata: l'aumento della partecipazione dei pazienti ai costi. La commissione ha infatti anche deciso di rinviare l'esame di questo progetto destinato ad aumentare dal 10% al 20% la quota parte degli assicurati, che resterebbe comunque limitata a 700 franchi all'anno.
Per il resto, la commissione non prenderà decisioni prima della fine dell'estate. Come quella degli Stati, attende precisazioni da parte dell'amministrazione federale.