<p>BERNA, 19 ott (ats) Di fronte al rifiuto del Consiglio degli Stati di dare all'AVS la benché minima parte delle vendite delle riserve di oro in esubero e degli utili della Banca nazionale svizzera (BNS), la commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha proposto oggi al plenum di restare sulle sue posizioni.
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A proposito dei circa 20 miliardi di franchi ricavati dalle vendite di 1300 tonnellate di oro in esubero della BNS, il Consiglio degli Stati ha optato per una distribuzione rapida di questo capitale tra Confederazione (1/3) e cantoni (2/3). Nella sessione autunnale, la Camera dei cantoni non ha dunque voluto entrare in materia sul progetto del Nazionale che prevede il mantenimento di questo capitale per almeno 30 anni.

In giugno, grazie a un'insolita coalizione tra sinistra e UDC, il Nazionale aveva deciso di distribuire solo gli interessi di questo capitale (circa 500 milioni di franchi all'anno) nella misura di 1/3 ai cantoni e 2/3 all'AVS. Orbene, la stessa coalizione ha ora ribadito in commissione di restare sulle proprie posizioni. Con 14 voti contro 7 - ha affermato il presidente Fulvio Pelli (PLR/TI) - la commissione del Nazionale propone al plenum di mantenere l'entrata in materia sul progetto.

Compromesso sugli utili?

Il voto è stato molto più serrato sul controprogetto all'iniziativa popolare «per un'AVS sicura», lanciata nel 2001 dal «Comitato interpartitico per la sicurezza dell'AVS - COSA», che entrambi i Consigli respingono. Essa chiede che tutti gli utili della BNS siano devoluti all'AVS, salvo un miliardo di franchi riservato ai cantoni. Con 12 voti contro 11, la commissione propone di mantenere il controprogetto votato in giugno dal Nazionale che prevede di distribuire questa manna per metà all'AVS e per l'altra ai cantoni.

La minoranza (ossia gli 11 voti) desidera invece allinearsi al Consiglio degli Stati e non opporre alcun controprogetto all'iniziativa della sinistra. In tal caso, si applicherebbe il

diritto costituzionale in vigore e gli utili continurebbero ad essere ripartiti nella misura di 1/3 alla Confederazione e di 2/3 ai cantoni.

Tra le due varianti potrebbe essere trovato un compromesso, ma la maggioranza della commissione ritiene che spetti alla Camera dei cantoni prendere l'iniziativa, ha detto Fulvio Pelli. Anche il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha fatto sapere che prevede d'intervenire agli Stati in questo senso. La via del compromesso resta comunque stretta. «Dubito che ciò sia possibile», ha commentato Fulvio Pelli.

Deciderà il popolo

Se il Consiglio nazionale ribadirà le sue posizioni sull'oro, il Consiglio degli Stati rifiuterà molto probablmente ancora una volta l'entrata in materia su questo progetto. Lo stesso diventerà allora caduco e la regola costituzionale valida per gli utili della BNS si applicherà anche per il ricavato della vendita delle riserve auree in esubero.

La Confederazione riceverebbe in questo modo a medio termine circa 7 miliardi di franchi e i cantoni 14. Per giungere a questo traguardo sospirato dai cantoni, il Consiglio degli Stati dovrà prima affossare ogni controprogetto sulla ripartizione degli utili della BNS e sperare che l'»iniziativa COSA» sia bocciata da popolo e cantoni. Il capo del Dipartimento federale delle finanze - ha precisato Fulvio Pelli - ha infatti dichiarato alla commissione che il ricavato delle vendite delle riserve di oro in esubero non sarà ripartito prima dell'esito della votazione popolare.