<p>BERNA, 15 apr (ats) La liberalizzazione dell'ultimo chilometro nel settore della telefonia dovrebbe essere realizzata entro tempi brevi. La commissione delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati si è allineata alle decisioni del Nazionale. Tuttavia, con 8 voti contro 2, vuole compiere un passo supplementare per quanto riguarda le linee a banda larga (alta velocità).
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Come il Nazionale, anche la commissione degli Stati vuole che Swisscom garantisca ai suoi concorrenti l'accesso completo tra la centrale e l'abbonato, nonché l'accesso alle canalizzazioni di cavi, all'interconnessione e alle linee affittate dal fornitore dominante (Swisscom) ad aziende private. Non sarebbe soltanto liberalizzato l'ultimo chilometro del raccordo telefonico, ma anche la rivendita dei raccordi.

Per quanto riguarda le linee a banda larga, come l'ADSL impiegata in particolare per Internet, la commissione auspica pure un abbandono immediato del monopolio di Swisscom, ha indicato oggi alla stampa il suo presidente Rolf Escher (PPD/VS). La commissione ha respinto le condizioni poste dal Nazionale (accesso garantito durante due anni nel corso dei sei anni successivi all'entrata in vigore della revisione della legge).

Per evitare che «approfittatori» accedano a questa rete senza investire, la commissione prevede che le condizioni di accesso siano oggetto di un esame entro un periodo di cinque anni. Nella sessione di maggio la commissione dovrà ancora definire le modalità d'applicazione di questa decisione di principio.

La revisione della legge sulle telecomunicazioni sarà esaminata durante la sessione di giugno. Una piccola minoranza condotta dal socilista Pierre-Alain Gentil (VS) si batterà per limitare gli effetti della liberalizzazione al solo accesso all'abbonato e all'interconnessione. Secondo il deputato giurassiano s'»introduce la concorrenza in un settore in cui non è necessaria».

Un'altra minoranza, condotta da Hans Fünfschilling (PLR/BL) difenderà invece la soluzione del Consiglio nazionale. Il presidente Rolf Escher ha infine ricordato che le telecomunicazioni sono un settore sottoposto a rapidi e grandi cambiamenti. La commissione propone dunque di dare al Consiglio federale la competenza di definire altre forme d'accesso alle reti, di sopprimerle o modificarle in funzione dell'evoluzione tecnica ed economica.