Il nuovo dicastero sostituirebbe il dipartimento della difesa. Quest'ultimo sarebbe diviso tra quello di giustizia e polizia, trasformato in dipartimento della sicurezza, e quello degli affari esteri. Ciò riflette l'idea di Samuel Schmid, nel frattempo insabbiata, di un solo dicastero della sicurezza, ha precisato oggi alla stampa la consigliera agli Stati Christiane Langenberger (PLR/VD).
La mozione, che non ha ancora ottenuto ufficialmente il sostegno dei gruppi parlamentari, sarà depositata in ogni consiglio. I promotori ritengono sia giunto il momento di unire formazione, ricerca, tecnologia e innovazione all'interno di un solo dipartimento. Questi ambiti sono gli elementi fondamentali in grado di assicurare il benessere e una piazza economica competitiva per la Svizzera nel 21esimo secolo, sostengono.
Si tratta di rendere più efficaci strutture che sono attualemnte troppo complesse. La formazione è ora divisa tra il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e quello dell'economia (DFE). Entrambi questi dicasteri hanno già grossi dossier da gestire, come le assicurazioni sociali al DFI, ha notato la consigliera nazionale Kathy Riklin (PPD/ZH).
Il DFE e il DFI stanno d'altra parte già discutendo la riorganizzazione, dopo la partenza annunciata del direttore dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) Eric Fumeaux. Il Consiglio federale mira a trasferire l'ambito delle scuole universitarie professionali (SUP) dell'UFFT, che dipende dal DFE, al Segretariato per l'educazione e la ricerca di competenza del DFI.
Secondo i sostenitori della mozione bisognerebbe avere il coraggio di una ristrutturazione più radicale. Occorrono maggiori sinergie. Una responsabilità suddivisa non è più una responsabilità, ha sottolineato il consigliere nazionale Theophil Pfister (UDC/SG).
La creazione di un nuovo dipartimento è tanto più necessaria dal momento che il Parlamento progetta tutta una serie di riforme riguardanti l'educazione e la formazione, in particolare sulle università.
Si tratta anche di facilitare la collaborazione con i cantoni. Questi ultimi hanno quasi tutti (23 su 26) concentrato la formazione e la ricerca in un solo dipartimento. Il consigliere nazionale Hans Widmer (PS/LU) ha comunque escluso il rischio di una centralizzazione di questi ambiti a livello federale.
All'origine della mozione oltre a Langenberger, Riklin, Pfister e Widmer, vi sono anche i consiglieri agli Stati Hermann Bürgi (UDC/TG), Eugen David (PPD/SG) e Anita Fetz (PS/BS) e il consigliere nazionale Johannes Randegger (PLR/BS). Tutti hanno un denominatore comune: sono presidenti o vicepresidenti della commissione dell'educazione e della scienza di una delle due Camere.