<p>BERNA, 28 mar (ats) In un rapporto, la Commissione di gestione del Consiglio nazione non lesina critiche al Consiglio federale per il modo con cui ha agito nella vicenda Swisscom, defindolo &quot;poco serio&quot;. Vietandole di investire all´estero - afferma - i &quot;sette saggi&quot; si sono comportati in modo &quot;affrettato e praticamente irresponsabile&quot;.
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La commissione di gestione (CdG) del Nazionale ha analizzato gli avvenimenti che hanno portato alla decisione del Consiglio federale di privatizzare completamente Swisscom, vietandole di assumere partecipazioni in aziende estere. Nell´opinione pubblica, le decisioni prese dal Consiglio federale il 23 novembre in una seduta di clausura hanno dato l´impressione di una procedura caotica, presentata poi - secondo CdG - come un problema di comunicazione.

Orbene, l´inchiesta "mostra che sono in ballo problemi fondamentali che superano ampiamente il quadro di una semplice panne di comunicazione", ha dichiarato oggi Christian Waber (UDF/BE), che ha diretto i lavori della CdG. Secondo il presidente della CdG Kurt Wasserfallen (PLR/BE) non è tuttavia il caso di generalizzare e di affermare che la vicenda è sintomatica del funzionamento dell´attuale governo.

Critiche

Il rapporto di 44 pagine della CdG, adottato con 18 voti contro 5 dell´UDC, critica pesantemene il Consiglio federale, rimproverandogli in particolare d´aver agito in modo precipitoso, senza disporre di basi decisionali sufficienti, e di immischiarsi nella gestione dell´azienda, in contrasto con le direttive che lo stesso governo le aveva assegnato.

Inoltre, "la decisione era poco chiara e troppo perentoria, al punto da obbligare il Consiglio federale a relativizzarla il 2 e il 21 dicembre". Circa l´intimazione a Swisscom di raggiungere, procedendo a una distribuzione dei fondi propri disponibili, un rapporto 60:40 tra il capitale proprio e i capitali stranieri, la stessa "mancava a sua volta di chiarezza ed era inapplicabile".

Nel rapporto la CdG condanna in particolare il divieto imposto a Swisscom di investire in imprese all´estero. In linea di principio, la seduta speciale governativa di novembre doveva essere dedicata "solo" al problema della cessione della partecipazione maggioritaria della Confederazione nel capitale di Swisscom. Il rapporto preparatorio, definito segreto e dedicato unicamente alla questione della privatizzazione, è stato presentato dai Dipartimenti federali delle finanze (DFF) e della comunicazione (DATEC).

Decisione incompatibile

Orbene, su questo tema il governo si è spinto ben oltre. Ha adottato proposte presentate dal ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher in un co-rapporto di appena poco più di una pagina e presentato la mattina stessa della seduta governativa.

Per la CdG il Consiglio federale ha adottato le decisioni sugli investimenti all´estero e sull´attribuzione dei fondi propri disponibili "senza averle adeguatamente preparate e senza disporre di basi decisionali sufficienti". Il rapporto critica il "voltafaccia strategico", contrario agli obiettivi fissati a Swisscom e alla legge sull´azienda di telecomunicazioni.

"Il Consiglio federale si è dunque reso colpevole di una rottura ripetto alle relazioni che intratteneva fino allora con Swisscom". Insomma - afferma ancora il rapporto - il governo ha preso una decisione a livello di gestione aziendale che "non gli incombeva".

Comunicazione inaccettabile

La CdG ritiene inoltre "inaccettabile il modo con cui certi consiglieri federali sono intervenuti e si sono contraddetti in pubblico". "Informando in modo tanto irresponsabile - si legge nel rapporto - i membri del Consiglio federale hanno minato la credibilità del governo, sia in Svizzera che all´estero, assumendosi nel contempo il rischio di ledere Swisscom".