La Commissione ritiene che il Consiglio federale debba approfondire una serie di punti: obiettivi e ampiezza della privatizzazione di Swisscom, servizio universale, apertura del mercato e sicurezza, ha indicato oggi alla stampa il presidente della CTT Thomas Pfisterer (PLR/AG).
L'entrata in materia è stata accolta con 6 voti contro 6, con il 'sì' del presidente a far pendere l'ago della bilancia. La composizione della Commissione non riflette tuttavia quella del plenum, dove PPD e PS dispongono di una maggioranza di 24 voti contro 22.
Una minoranza della Commissione, guidata da Rolf Escher (PPD/VS), chiede che si riparta da zero nel valutare il dossier Swisscom: essa inviterà il prossimo 7 giugno, in occasione del dibattito al Consiglio degli Stati, a non entrare in materia. Se la Camera deciderà di seguire la proposta, adottata anche dal Nazionale con 99 voti contro 90 e 4 astenuti, il dossier verrà archiviato. Se la Camera dei cantoni dovesse decidere l'entrata in materia, il Nazionale potrebbe comunque opporvisi in un secondo tempo e far cadere il progetto. Qualora le due Camere riuscissero a mettersi d'accordo sul rinvio, allora la parola spetterebbe al Consiglio federale.
Stando a Pfisterer, la maggioranza della Commissione è contro una privatizzazione pura e semplice di Swisscom, ma vorrebbe che il Consiglio federale studiasse a fondo la possibilità di una vendita parziale delle azioni. Alla fine di tale operazione, la Confederazione potrebbe detenere il 51% o il 33% del capitale, numeri che le darebbero sempre l'ultima parola sul futuro dell'operatore. Il governo, ha aggiunto il "senatore" radicale, dovrebbe inoltre studiare la possibilità di privatizzare solo alcuni settori dell'azienda. Altri temi da approfondire: la composizione dell'azionariato e il calendario delle operazioni.
Altro problema da esaminare a fondo riguarda la garanzia del servizio universale, con un'attenzione particolare alle regioni periferiche, nonché la copertura dell'intero paese e i diritti degli utenti.
Un tema concerne la sicurezza, ha detto Pfisterer. Una maggioranza della Commissione, ha spiegato il suo presidente, intende sapere come separare esercito da Swisscom, come garantire a lungo termine l'accesso ai programmi e come dissociare i ruoli della Confederazione, nel contempo regolatrice del mercato, proprietaria e cliente dell'azienda.
Circa il dibattito che si terrà in giugno, Escher ha dichiarato che chiederà la non entrata nel merito. A suo avviso, il rinvio del progetto significa finire "in un vicolo cieco". Stando al "senatore" vallesano, il parlamento non può "guarire un progetto mal concepito". Escher ha ammesso che la situazione attuale per Swisscom non è ottimale, "ma il Consiglio federale dovrebbe ripartire da zero".
Per Escher, una futura soluzione riguardante Swisscom dovrà essere sostenuta da una maggioranza, "ciò che non è il caso adesso". Per questo, "l'esecutivo deve elaborare un nuovo progetto, prevedere delle varianti, inviarlo in procedura di consultazione e scrivere un nuovo messaggio alle Camere".