La commissione ha preso atto delle proposte della sua sottocommissione, ma non ha ancora preso decisioni concrete, ha indicato oggi alla stampa il suo presidente Pierre Triponez (PLR/BE). Non vi è comunque alcun motivo per sospendere i lavori sul finanziamento addizionale a causa del referendum lanciato contro la 5a revisione della legge sull'AI e le nuove condizioni di concessione delle rendite invalidità. La domanda dell'UDC è stata respinta con 15 voti contro 7.
La commissione non vuole che il buco dell'AI aumenti. Per rovesciare la tendenza è allo studio una procedura di sdebitamento su un arco di sette anni, dal 2008 al 2014. Dagli attuali 8 miliardi di franchi, il defici rischia di aumentare in futuro a 24 miliardi, interessi compresi.
50% per la Confederazione
L'operazione di sdebitamento potrebbe chiamare in causa per una metà i contributi versati all'AI e per l'altra la Confederazione. Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz si è detto «più che scettico» di fronte a questa prospettiva, ha ammesso Triponez. Sarebbe comunque logico che lo Stato centrale pertecipasse alla manovra, visto che l'AI rientra nella sua competenza.
L'aumento dei contributi salariali dovrebbe dipendere dall'ampiezza - ancora da stabilire - dello sdebitamento che si vuole raggiungere. Nella variante massima (sdebitamento al 100%), il tasso di questi prelievi salariali potrebbe essere aumentato dall'1,4% all'1,98%. Tuttavia, senza contributo della Confederazione, si dovrebbe aumentarlo ancora di più oppure ricorrere all'IVA.
IVA non prioritaria
Diversamente dai contributi, un aumento dell'IVA non è considerato un'opzione prioritaria per ridurre il debito dell'AI. Al riguardo, la commissione ha citato il fattore tempo. Un aumento dell'IVA comporterebbe infatti una revisione costituzionale e dunque l'organizzazione di una votazione federale, ha rammentato Triponez.
Non va poi dimenticato che una riforma dell'IVA è in cantiere, ha osservato Thérèse Meyer (PPD/FR). Dal canto suo, il Consiglio federale propone di aumentare i contributi AI dall'1,4% all'1,5% e l'IVA dello 0,7%.
Il presidente della commissione non ha escluso che il dossier possa essere sottoposto al Nazionale già in dicembre. È comunque chiaro che la 5a revisione dell'AI deve entrare in vigore prima di questo progetto. La riforma materiale dell'AI è stata approvata in ottobre dal parlamento. Decidendo di dare la priorità a questa parte, le Camere avevano respinto la discussione sul finanziamento dell'AI.