<p>BERNA, 21 nov (ats) Il popolo dovrebbe potersi pronunciare in vista dell'apertura totale del mercato dell'elettricità 04.083. La commissione dell'energia del Consiglio nazionale ha consigliato questa sera al plenum di seguire, nella sessione invernale, la versione del Consiglio degli Stati, che prevede il referendum facoltativo per la seconda fase della liberalizzazione.
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I grossi consumatori dovrebbero essere i primi a poter approfittare dell'apertura del mercato. Le imprese che consumano molta energia (oltre 100 MWh all'anno) avrebbero infatti la libera scelta del loro fornitore sin dall'entrata in vigore della legge.

La commissione propone di estendere questa offerta ai clienti che dovessero raggrupparsi per raggiungere insieme un consumo annuo di 100 MWh, ha indicato alla stampa la sua presidente Barbara Marty Kälin (PS/ZH).

In una seconda fase, cinque anni dopo, la liberalizzazione sarebbe completa. La commissione propone al Nazionale di tornare sulla sua decisione e di accettare, come la Camera dei cantoni, l'introduzione della possibilità di lanciare il referendum prima di compiere questo passo.

La commissione ha pure accettato di riunire in un solo progetto i capitoli relativi all'apertura del mercato dell'elettricità e alle energie rinnovabili. Si è pure allineata all'istituzione di una società nazionale proprietaria ed esercente della rete di trasporto dell'elettricità.

Energie rinnovabili

La commissione propone invece di spingersi oltre per quel che concerne l'aiuto finanziario alle energie rinnovabili. La maggioranza vorrebbe introdurre sul consumo di elettricità un supplemento massimo di 0,6 cts per KWh, ciò che permetterebbe d'investire circa 320 milioni di franchi all'anno nella «corrente verde».

Una minoranza propone invece di restare ai 0,5 cts decisi dal Consiglio degli Stati. Un'altra minoranza ancora chiede di restare ai 0,3 cts scelti dal Nazionale in prima lettura.

Fotovoltaico

Con 12 voti a 8, la commissione ha poi deciso di compiere un gesto supplementare in favore dell'elettricità di origine fotovoltaica. Gli Stati intendono sostenerla soltanto se si riducono i costi di produzione.

In sostanza, si tratterebbe di accordare alla corrente fotovoltaica circa 16 milioni fintanto che il suo prezzo supera i 50 cts al KWh; quindi 32 milioni per un costo di 40 cts/KWh e 64 milioni una volta che il prezzo scende a 30 cts/KWh.

Per quanto riguarda la parte restante dei citati 320 milioni, la fetta maggiore dovrebbe andare al settore idraulico (al massimo 50%). Quindi ne approfittrebbero le energie eolica e geotermica. La commissione propone anche di riservare il 5% al finanziamento di provvedimenti di rendimento energetico negli edifici e nelle imprese. Auspica infine l'istituzione, per 150 milioni, di un'assicurazione rischio per i progetti geotermici.