<strong>BERNA, 6 nov (ats) Il Consiglio degli Stati dovrebbe respingere l'iniziativa del Partito liberale radicale (PLR) contro il diritto di ricorso delle organizzazioni. La sua commissione degli affari giuridici ritiene che il testo sia di difficile applicazione. La commissione non ha tuttavia chiuso la porta a un nuovo inasprimento della legislazione.</strong>

L'iniziativa popolare "Diritto di ricorso delle associazioni: basta con la politica ostruzionista - Più crescita per la Svizzera!" vuole vietare il diritto di ricorso nel caso di progetti approvati dal popolo o da legislativi comunali, cantonali o federale.

La commissione propone di respingere il testo con 7 voti contro 3 e 2 astenuti, ha reso noto oggi alla stampa il suo presidente Franz Wicki (PPD/LU). Per la maggioranza, la sua formulazione è poco chiara, l'applicazione sarebbe difficile e usurperebbe le competenze dei cantoni in materia di diritto pubblico amministrativo, ha aggiunto Wicki.

Inoltre, il divieto che colpirebbe le organizzazioni introdurrebbe una disparità di trattamento con i privati, che sono alla base di circa il 90% dei ricorsi. Il problema del diritto di ricorso delle organizzazioni non dovrebbe poi figurare nella Costituzione nel capitolo dei diritti fondamentali.

A ogni modo, la commissione non ha voluto chiudere definitivamente il dossier. Con 5 voti contro 5, ma con il voto decisivo del presidente, ha infatti dato seguito a un'iniziativa cantonale argoviese che va nella stessa direzione del testo del PLR.

Si tratta di permettere al parlamento di chiarire un certo numero di aspetti ancora in sospeso dopo il recente giro di vite amministrativo. Una revisione della legge sulla protezione dell'ambiente - ha ricordato Wicki - già pone una serie di restrizioni al diritto di ricorso, onde limitare gli abusi. Questa revisione è entrata in vigore il primo luglio ed era stata redatta dalla commissione.

Questo testo è finora stato considerato quale controprogetto indiretto all'iniziativa del PLR. Potrebbe essere sostituito da una nuova formulazione, ma per il momento non vi è ancora nulla di concreto, ha precisato Wicki. La commissione vuole ancora soppesare le esigenze tra protezione dell'ambiente e pianificazione del territorio, tra gli interessi pubblici e privati, nonché tra lo Stato di diritto e la democrazia.

6 novembre 2007