<p>BERNA, 26 gen (ats) L'assicurazione malattia di base non dovrebbe assumere tutte le cure derivanti dalla medicina complementare. Con 15 voti contro 8, la commissione della salute e della sicurezza sociale del Consiglio nazionale raccomanda al plenum di respingere, senza controprogetto, l'iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare».
</p>

La commissione non si è schierata contro la medicina alternativa, ha sottolineato oggi alla stampa il suo presidente Pierre Triponez (PLR/BE). Essa non vuole comunque che le sue cure siano quasi tutte rimborsate dall'assicurazione di base.

L'iniziativa «Sì alla medicina complementare» stipula infatti che «la Confederazione e i cantoni provvedano, nel limite delle competenze rispettive, all'assunzione completa della medicine complementari», ha ricordato Tribponez.

L'iniziativa era stata lanciata nel 2004 quando infuriava la polemica sul mantenimento o meno delle medicine complementari nel catalogo dell'assicurazione malattia di base. Nel giugno del 2005, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) aveva deciso che le casse non erano più tenute a rimborsare la medicina antroposofica, l'omeopatia, le terapie neurali, la fitoterapia e la medicina tradizionale cinese (eccenzion fatta per l'agopuntura).

La maggioranza della commissione non ha voluto fare marcia indietro su questo punto e ha respinto, con il voto preponderante del suo presidente, una mozione che chiede di valutare il reinserimento dei cinque tipi di cura in questione nel catalogo di base. I servizi di Pascal Couchepin sono riusciti a convincere i deputati sulla fondatezza della loro decisione, ha precisato Thérèse Meyer (PPD/FR).